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NOTIZIE » News Immobiliari

News Immobiliari

In questa pagina le news del mondo immobiliare in Italia

10 mag 2015 

Il Regolamento Edilizio Unico sarà pronto entro novembre 2015

Saranno pronti entro gennaio 2015 i moduli unici semplificati per l’edilizia libera, entro maggio 2015 quelli per la SuperDia, entro novembre 2015 il Regolamento Edilizio Unico. Il regolamento per l’autorizzazione paesaggistica per i piccoli interventi sarà predisposto entro marzo 2015, ulteriore modulistica arriverà entro giugno 2016 e l’adozione di tutti i modelli unici da parte delle Regioni e dei Comuni sarà completata entro dicembre 2016.

Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri che, nella seduta del 1° dicembre scorso, ha approvato l’Agenda per la semplificazione per il triennio 2015-2017, prevista dal Decreto Semplificazioni (DL 90/2014 convertito nellaLegge 114/2014).
 
L’Agenda - ricorda Palazzo Chigi - punta su cinque settori strategici: cittadinanza digitale, welfare e salute, fisco, edilizia e impresa. Per ciascuno individua azioni, responsabilità, scadenze e risultati attesi. Il successo degli interventi non sarà valutato sul numero delle norme introdotte o eliminate, ma sull’effettiva riduzione dei costi e dei tempi.
 
L’obiettivo per l’edilizia è quello di ridurre costi e tempi delleprocedure edilizie, oggi tra le più complicate, attraverso azioni tese, ad esempio, ad assicurare l’operatività degli sportelli per l’edilizia e verificare e promuovere l’attuazione delle misure di semplificazione già adottate.

Per quanto riguarda i modelli unici, la semplificazione è partita da quelli per la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività - SCIA e del Permesso di costruire: il 12 giugno 2014 è stato sancito l’Accordo tra Governo, Regioni ed enti locali, che uniforma e semplifica i modelli da utilizzare in tutti i Comuni.

L’Accordo prevede che le Regioni adeguino i moduli alle specifiche norme regionali di settore, limitatamente ai quadri e alle informazioni variabili. Di conseguenza, i Comuni devono adeguare la propria modulistica. Alcune Regioni si sono già uniformate: Puglia, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio e Sicilia.

Per il Regolamento Edilizio invece, ricordiamo che l’articolo 17 del decreto Sblocca Italia, contenente semplificazioni in materia edilizia, aggiunge un comma all’articolo 4 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) il quale prevede che Governo, Regioni ed autonomie locali concludano accordi in Conferenza Unificata per l’adozione di uno schema diRegolamento edilizio tipo, al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti. Il Regolamento edilizio tipo dovrà indicare i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico e dovrà essere adottato dai Comuni nei termini fissati dagli accordi.
 
Tra le 38 azioni di semplificazione previste dall’Agenda per la semplificazione, oltre a quelle relative all’edilizia, ci sono quelle per l’avvio e l’esercizio dell’attività di impresa, attraverso azioni quali l’affiancamento degli operatori nella gestione delle procedure complesse, la verifica dell’operatività degli sportelli unici per le attività produttive e delle procedure ambientali, il taglio dei tempi delle conferenze di servizi.
 
In particolare, entro gennaio 2015 arriverà il modulo per l’autorizzazione unica ambientale (AUA); entro giugno 2016 la modulistica SUAP semplificata e standardizzata e le linee guida per agevolare le imprese.
 
Tra giugno 2015 e marzo 2016 sarà effettuata la ricognizione delle procedure per l’avvio delle imprese per individuare i casi di SCIA e silenzio assenso. Entro dicembre 2015 sarà pronto un primo pacchetto di semplificazioni delle autorizzazioni e nulla osta necessari all’avvio delle imprese, da completare entro dicembre 2016.
 
E ancora, la cittadinanza digitale, il piano per erogare online un numero crescente di servizi e accedere alle comunicazioni di interesse dei singoli cittadini e imprese direttamente via internet, con tablet o smartphone. In particolare, il Governo prevede di dotare di ‘PIN unico’ 3 milioni di utenti entro settembre 2015 e 10 milioni entro dicembre 2017, di consentire i pagamenti telematici verso tutte le PA centrali e locali entro il 2016 e di introdurre a partire da dicembre 2015 la marca da bollo online.
 
Altro campo d’azione è il fisco, con l’obiettivo di ridurre i tempi e i costi amministrativi derivanti dagli adempimenti fiscali, a partire dall’attuazione della dichiarazione precompilata e delle altre misure di semplificazione recentemente approvate. Infine, il settore welfare e salute, per semplificare gli adempimenti per le persone con disabilità; assicurare a tutti i cittadini  la prenotazione delle prestazioni sanitarie per via telematica o per telefono e l’accesso ai referti online o in farmacia. In questo modo si eliminano file inutili e si riducono costi e perdite di tempo per milioni di italiani. di Rossella Calabrese


06 apr 2015

Calano i tassi sui mutui, riprendono i prestiti

Viene registrata una leggera ripresa dei prestiti bancari nel mese di ottobre nonostante il saldo, rispetto allo scorso 2013, rimane ancora negativo.
Questi i dati della Banca d’Italia secondo i quali gli istituti di credito nazionali stanno ancora facendo il pieno di titoli di stato il cui valore nei portafogli è salito a 414 miliardi di euro contro i 395 di settembre di cui la gran parte 286 miliardi) Btp.
Seppure ci siano regole ben precise in merito e la vigilanza Bce penalizzi il fatto di possedere del debito sovrano, le richieste di credito ‘sano’ scarseggiano in un paese, per altro incancrenito da una pesante crisi.
Inoltre, nonostante i rendimenti siano a livelli minimi (il tasso in 10 anni è al 2%) i titoli di Stato continuano a essere più sicuri rispetto agli impieghi che sono anch’essi molto deleteri per il patrimonio in caso di loro deterioramento come ha dimostrato l’Aqr della Bce.
Dunque il legame fra debito sovrano e banche esiste. Va ricordato comunque come sempre la Banca d’Italia nel rapporto sulla stabilità finanziaria a novembre segnalasse che a fine giugno la quota del debito detenuta dalle banche era scesa dal 21,7 al 20,1% con un aumento di quella degli esteri, poi rientrato dopo l’estate. Certo il Tltro condiziona i fondi di Francoforte alla concessione di prestiti alle pmi ma si tratta pur sempre di soli 26 miliardi a fronte degli oltre 1800 di prestiti totali. A ottobre quindi il ribasso dei prestiti al settore privato si è ridotto a -2,1% contro il -2,3% del mese di settembre mentre i prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,6 contro lo 0,7% del mese precedente. Sui grafici quindi la curva faticosamente continua a puntare verso lo 0 dopo aver toccato il fondo a fine 2013.
Qualche giorno fa l’Abi aveva rilevato come nei primi 10 mesi dell’anno i nuovi finanziamenti fino a 1 milione sono tornati positivi, seppure con una percentuale minima (+0,2%) rispetto allo stesso periodo 2013. Continuano poi ad andare bene i mutui (l’aumento qui è a doppia cifra) spinti anche dal calo dei tassi che la Banca d’Italia segnala in riduzione al 3,18%.
Fonte ANSA


02 mar 2015

SPACE FACTOR: Un ciclo di incontri promossi dalla Galleria d’Arte Moderna che esplora l’architettura contemporanea

Dopo il grande successo delle scorse edizioni, torna SPACE FACTOR, il ciclo di interventi ideato dai Servizi Educativi dellaGAMeC che esplora l’architettura contemporanea tra il XX secolo e il III millennio da un’angolazione inedita e affascinante. 
Giovedì 8 gennaio 2015 Paolo Portoghesi, protagonista cruciale del contesto architettonico contemporaneo, inaugurerà il corso con una Lectio magistralis aperta al pubblico. 
Nel delicato terreno del rapporto tra l’Uomo e Dio si apre, a partire dal XX secolo, un lavoro di progettazione e ricerca complesso che vede coinvolti – in una dialettica non sempre risolta – gli architetti, i committenti, le esigenze liturgiche, la ricerca estetica, i luoghi e la collettività. 
Quest’anno nove architetti e due direttori di musei affrontano in modo inedito lo “Space Factor”, mettendo a confronto due spazi di culto; lo sguardo si concentrerà su luoghi chiamati a rendere visibile l’idea di trascendenza, con i vincoli legati ai riti e con la necessità di trovare riscontro nell’accoglienza della proposta da parte dei fedeli, a qualsiasi confessione religiosa essi appartengano.

Date:

5 marzo | ore 20:30 (Confindustria Bergamo)
Marco Adriano Perletti | La memoria dei nomadi
Chiesa di San Giovanni Battista, Autostrada del Sole, G. Michelucci; Nostra Signora del Cadore, Borca di Cadore, E. Gellner e C. Scarpa
 
12 marzo | ore 20:30 (Confindustria Bergamo)
Giacinto Di Pietrantonio e don Giuliano Zanchi | Le aperture all’arte
San Giacomo Maggiore, Sedrina, M. Airò e S. Arienti; Chiesa San Giovanni XXIII, Bergamo, A. Zublena, Studio Traversi con S. Arienti, Ferrario Frères, A. Mastrovito



15 dic 2014 

Nota Ance sui principali indicatori di settore

L’economia italiana continua ad essere in recessione. Il prodotto interno lordo, nel terzo trimestre 2014 è ulteriormente diminuito dello 0,5% rispetto all’analogo trimestre del 2013, sintesi di un andamento negativo soprattutto nelle costruzioni e di flessioni più contenute nell’industria in senso stretto, nei servizi e nell’agricoltura. Nei primi nove mesi del 2014 l’economia italiana registra un calo tendenziale dello 0,4%.
Continua il calo degli investimenti in costruzioni. Nel terzo trimestre 2014, gli investimenti in costruzioni registrano, un’ulteriore riduzione del 4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, in peggioramento rispetto a quanto rilevato nella prima parte dell’anno (-3,1% nel secondo trimestre e -2,3% nel primo trimestre).
Complessivamente nei primi nove mesi dell’anno in corso il calo tendenziale è del 3,1%.
I dati di produzione nelle costruzioni sono ancora negativi.
L’indice Istat della produzione nelle costruzioni (investimenti in costruzioni e manutenzione ordinaria), corretto per gli effetti di calendario, evidenzia a settembre 2014, una flessione del 10,6% nel confronto con lo stesso mese del 2013, in peggioramento rispetto al dato di agosto (-4,2% su base annua).
Complessivamente nei primi nove mesi del 2014, l’indice segna un calo tendenziale del 6,9%.   Da www.infobuild.it/



17 nov 2014

Contratti di Affitto con Riscatto

Il nuovo contratto rent to buy, disciplinato dal decreto Sblocca Italia agli artt. 21 e 23, concede il diritto del conduttore di acquistare la proprietà di un immobile, tenendo conto, in tutto o in parte, dei canoni versati.
Questo tipo di contratto consente di sopperire alla carenza di liquidità dei potenziali acquirenti e consente al venditore di “finanziare” l’acquisto, accettando di percepire il prezzo a rate e con la garanzia della proprietà per tutto il periodo in cui il conduttore ha il godimento dell’immobile e fino a quando tutti i canoni non saranno pagati.

Il contratto può essere stipulato tra soggetti privati, imprese o società di qualunque tipo o enti diversi dalle società e può avere come oggetto sia fabbricati abitativi o strumentali che terreni.
La forma del contratto è libera, anche se è preferibile optare per l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata, che consente la trascrizione nei registri immobiliari. Latrascrizione nei registri immobiliari, infatti, rappresenta una forte tutela per il conduttore-futuro acquirente, che si protegge così dalle possibili disavventure che potrebbero accadere in capo al locatore prima del passaggio definitivo della proprietà.

Il contratto si risolve in caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un numero minimo di canoni, determinato dalle parti, e comunque non inferiore a un ventesimo del loro numero complessivo.  FONTE QuiFinanza

 

15 ott 2014

Imu e Tasi addio, dal 2015 arriva la tassa unica.

Si chiamerà Local Tax e varrà 31 miliardi di euro. Annunciata precedentemente nell’ambito della semplificazione, la tassa unica sulla casa  arriverebbe in sostituzione della miriade di tasse e tributi imposti dai Comuni.

La nuova tassa è stata presentata all’ Anci , l’associazione dei comuni italiani presieduta da Piero Fassino, durante un incontro con il Governo volto a dimostrare la nuova prospettiva fiscale locale sulla casa.

La local tax, che racchiude in una unica soluzione, tutta la serie di balzelli che gravano sulla casa, avrebbe il potere di portare oltre 31 miliardi di euro nelle casse di oltre 8000 comuni.

A conti fatti, la local tax  comprenderebbe tutte le tasse sulla casa, ovvero Imu e Tasi, la tassa sull’asporto rifiuti, l’addizionale comunale Irpef , l’imposta sulla pubblicità, la tassa sull’occupazione degli spazi e aree pubbliche , l’imposta di soggiorno e l’imposta di scopo. Da Attico.it

 

 15 set 2014

Legge di Stabilità 2015, più vicina la proroga delle detrazioni 65% e 50%

Con il varo della legge di stabilità 2015 arriva anche la conferma della tanto attesa proroga di bonus ristrutturazioni e ecobonus rispettivamente al 50 e al 65% per tutto il 2015.

È prevista una detrazione del 65%, da suddividere in 10 quote annuali di pari importo, per le spese sostenute nel 2015 per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, fino ad un ammontare di 96 mila euro per unità immobiliare.

In mancanza di una proroga le detrazioni a partire dal primo gennaio sarebbero scese al 40% per le ristrutturazioni edilizie e al 50% per gli ecobonus, per poi tornare all’ordinario 36% a partire dal 2016. All’acquisto di mobili ed elettrodomestici, abbinato agli interventi di ristrutturazione, non sarebbe invece spettata nessuna agevolazione fiscale.

Ma con la legge di stabilità 2015 il taglio delle percentuali di sconti è rimandato in toto al 2016.

Gli interventi di efficientamento sulle parti comuni dei condomìni avrebbero invece usufruito della detrazione del 65% fino al 30 giugno 2015 e del bonus al 50% dal 1 luglio al 31 dicembre 2015.

Con la novità introdotta dalla Legge di Stabilità, invece, tutti i lavori sulle singole abitazioni o sulle parti comuni effettuati nel 2015 saranno agevolati al 65%.

Il bonus per le ristrutturazioni edilizie è nato 1996 con il governo Prodi al 41%. Sceso successivamente al 36%, è stato innalzato all’attuale 50% dal governo Monti nel 2012. Gli ecobonus, ovvero le detrazioni fiscali per interventi di efficientamento energetico, sono nati nel 2006 al 55% nel corso del secondo governo Prodi. Nel 2013 il governo Letta ha innalzato la detrazione per gli ecobonus al 65% e prorogato entrambi gli sconti fino al 31 dicembre 2014.

L’intervento contenuto nella Legge di stabilità 2015 è una mossa indispensabile per il sostegno del settore edilizio.

Il rapporto Camera-Cresme infatti, stima che la proroga delle aliquote massime di detrazione comporterà maggiori investimenti edilizi per circa 14 miliardi per le ristrutturazioni e almeno 1,5 miliardi per gli ecobonus.

La misura, pensata per sostenere i consumi, potrebbe però essere sterilizzata dal raddoppio della ritenuta d’acconto applicata dalle banche ai bonifici per pagare i lavori.Il disegno di legge eleva dal 4% all’8% la ritenuta d’acconto trattenuta dalle banche sui bonifici per il pagamento degli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione degli edifici che beneficiano delle detrazioni del 65% e del 50%.

Come si legge nella relazione tecnica, la misura nel 2015 dovrebbe comportare maggiori entrate per 920 milioni di euro.

La proposta è stata però giudicata insostenibile da UNICMI, l’Unione delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro e dei serramenti. Ripercorrendo l’iter della disposizione, UNICMI ha ricordato che la ritenuta d’acconto è stata introdotta dal DL 78/2010 con un duplice obiettivo: fare cassa e monitorare le entrate delle imprese che effettuavano i lavori di riqualificazione agevolati con le detrazioni fiscali.

Inizialmente, la percentuale della ritenuta era stata fissata al 10%, ma su pressione degli addetti ai lavori era passata al 4%, cioè a un livello considerato maggiormente sostenibile, che avrebbe evitato il drenaggio di liquidità delle imprese, già gravate dalla crisi.  

La legge di stabilità quindi risponde alle esigenze di imprese e cittadini e proroga per almeno un altro anno le detrazioni al massimo dell’aliquota. Leggendo il testo completo della legge sarà possibile capire cosa accadrà dopo il 31 dicembre 2015: si potrebbe confidare nella prossima legge di stabilità per un ulteriore proroga, oppure indicare le minori detrazioni che scatteranno a partire dal primo gennaio 2016. Di EDILPORTALE.COM


13 ago 2014

È Milano la città più smart d’Italia.

Milano, Bologna e Firenze le città più smart d’Italia: lo dicono i risultati di ICity Rate 2014 presentati a Smart City Exhibition, la manifestazione europea sulle tematiche dell’innovazione nelle città e nelle comunità intelligenti. Analizzando 106 Comuni capoluogo sulla base di sei dimensioni: economy, living, environment, people, mobility e governance.

Sono le città metropolitane del Centro-Nord a vincere quest’anno la sfida del cambiamento e a conquistare la testa della classifica: Milano con 623 punti è prima eguadagna due posizioni rispetto al 2013; seconda a breve distanza si riconferma Bologna (610 punti), al terzo posto si colloca Firenze(558 punti), con un balzo in avanti di quattro posizioni. In forte crescita anche Venezia, chepassa dal 10° al 6° posto e Roma che guadagna 11 posizioni, dal 23° al 12° nel 2014.

Rispetto al 2013 risulta ancora più evidente il divario tra le città del Nord e quelle del Sud e delle Isole, con una graduatoria praticamente spaccata in due. La migliore tra le realtà del Mezzogiorno è Cagliari, che si ferma al 60° posto. Seguono Pescara al62° e L’Aquila al64°, che insieme a Bari e Sassari costituiscono la fascia più avanzata del Mezzogiorno.

Storicamente capitale finanziaria del paese e principale hub italiano delle sempre più importanti relazioni globali, Milano conquista la vetta della classifica generale con ottime performance praticamente in tutte le dimensioni: è prima in economy e living(che comprende i fattori relativi alla vivibilità e vitalità urbana), seconda nella dimensione people (qualità del capitale umano e sociale) e terza in mobility (accessibilità e mobilità).

Bologna ottiene il secondo posto con uno scarto molto ridotto e difende la sua tradizione in termini di vivibilità:  resta prima ad esempio nella cura dell’infanzia e registra punteggi molto elevati nell’assistenza ospedaliera, nell’assistenza domiciliare agli anziani (11,2% della popolazione over 65 trattata in assistenza domiciliare contro una media nazionale del 4,12%) oltre che nella coesione sociale, grazie alla modesta quota di popolazione in condizione di povertà relativa.Contribuiscono al secondo posto le buone performance in termini di mobilità e governance.

Firenze conquista la terza posizionegrazie in particolare all’ottima performance in termini digovernance e una forte capacità di adeguarsi ai cambiamenti. Molto buoni i risultati anche dal punto di vista della qualità del capitale umano e sociale (people), della vivibilità (living), e in termini economici (economy).

LE SEI DIMENSIONI

ECONOMY: In un paese provato da sei anni di crisi, Milano conferma il proprio primato nella graduatoria economy ponendosi come punto di riferimento per le strategia di ripresa. Bologna conquista una seconda posizione, a conferma di una struttura produttiva equilibrata oltre che dinamica. Roma si colloca al terzo posto.

LIVING: Milano prevale su Bologna e Trieste grazie soprattutto agli indicatori della componente smart (dal valore dell’export di prodotti delle attività artistiche, culturali e di intrattenimento alla velocità media di download delle connessioni consumer). La vivibilità, intesa come sicurezza personale e sicurezza e coesione sociale è invece più elevata in realtà piccole come Sondrio  o intermedie come Trieste e Parma. Pescara (54^) è la prima città del Mezzogiorno.

ENVIRONMENT: In termini di environment si ridimensionano molto le performance delle grandi città, nettamente superate dai centri piccoli e medio piccoli. Trento si conferma prima, seguita da Belluno e Matera, prima città del Mezzogiorno.

MOBILITY: Venezia prevale nella dimensioni mobility grazie ai risultati standard, a cominciare dalla ‘propensione alla mobilità collettiva’ (707 passeggeri annui del trasporto pubblico locale per abitante contro una media dei comuni capoluogo di 189), sia di accessibilità che di mobilità interna, ma anche a quelli smart. Seguono Bologna e Milano.

PEOPLE: Ravenna, forte dei massimi punteggi in fattori standard come la partecipazione a spettacoli (1.994 ingressi registrati dalla SIAE ogni 100 residenti contro una media nazionale di 394) e l’equilibrio di genere nei tassi di occupazione (il rapporto tra tasso femminile e tasso maschile è pari a 0,85 contro una media nazionale di 0,72), riesce a precedere l’élite delle città metropolitane (Milano, Firenze e Bologna) nella dimensione people.

GOVERNANCE: Le città metropolitane Firenze, Torino e Bologna conquistano la testa della graduatoria governance. Il capoluogo toscano prevale soprattutto grazie al maggiore equilibrio tra la componente standard e quella  smart, ottenendo il punteggio assoluto più elevato per numerosità dei dataset liberati (oltre 100 per ciascuno dei tre livelli istituzionali considerati), gamma di strumenti di comunicazione e di rendicontazione sociale attivati dall’amministrazione comunale nonché piazzamenti notevoli nelle graduatorie per intensità dei followers su twitter (dove è seconda con 7,16 followers per 100 residenti preceduta solo da Torino che ne ha 9,25) e propensione all’associazionismo. La prima città del Mezzogiorno (Cagliari) è 50^.

La performance di Milano nel contesto nazionale si ridimensiona fortemente se si amplia lo sguardo al confine europeo. Nei principali ranking internazionali la metropoli lombarda è ancora molto lontana dalle performance delle global cities Londra e Parigi e comunque indietro rispetto ai principali poli urbani del continente (Amsterdam,  Berlino, Brussels, Francoforte, Madrid, Stoccolma, Vienna, Zurigo).   Da Attico.it

 

15 lug 2014

CASA B&B: una forma alternativa di investimento immobiliare

Negli ultimi anni il B&B è stato scelto da numerosi turisti per soggiornare durante le vacanze e non solo.

Nel 2012 l’Istat segnalava un aumento del numero delle strutture extralberghiere in Italia, in particolare di B&B (+5,8%).

Un’analisi del portale “Bed and Breakfast” ha constatato che nel 2014 il 60% dei viaggiatori che ha scelto un B&B viaggiava con la famiglia, al secondo posto con il 44% ci sono coloro che fanno un “viaggio romantico”, a seguire con il 39% coloro che viaggia con amici e il 30% fa un viaggio culturale. Il 22% della clientela lo sceglie come formula per spostamenti con fini non ricreativi.

Con questo scenario è immaginabile che in città ad alta attrazione turistica e in località turistiche c’è chi ha deciso di investire sul mattone con la finalità di avviare un B&B. Roma e Firenze sono quelle in cui si registra un discreto interesse per questo tipo di acquisto.

A Milano, in arrivo dell’Expo, c’è chi si sta attivando in tal senso. In questo caso si cercano abitazioni in zone vicino a luoghi di interesse turistico oppure ben collegati con essi.

Si valutano sia immobili in affitto sia in acquisto, quelli situati ai piani bassi sono preferiti così come piacciono gli stabili con ascensore. In genere ci si orienta verso abitazioni già destinate a questo uso con almeno 4 stanze, ognuna con bagno annesso. Meglio ancora se l’immobile ha la vista panoramica. In genere, l’imprenditore che cerca o in affitto o in acquisto svolge già in questo tipo di attività (possiede già altre strutture) e, nel caso dell’acquisto, ricorre soprattutto a capitale proprio. Da immobilnews.it

 

11 giu 2014

Gestione contabile, condomino più tutelato

La legge di riforma del condominio ha espressamente previsto la possibilità, da parte dei condòmini, di prendere visione dei documenti giustificativi di spesa in possesso dell’amministratore di condominio, e ciò in ogni tempo, nonché di estrarne copia.

La stessa legge ha inoltre imposto, recependo prassi e giurisprudenza consolidate, l’apertura di un conto corrente condominiale.

Questa valorizzazione delle possibilità dei condòmini di essere informati sulla gestione contabile del condominio è stata sottolineata dalla Confedilizia, la quale ha evidenziato come siano diverse le disposizioni contenute nell’attuale normativa sul condominio che hanno l’evidente scopo di rendere il più possibile trasparente l’amministrazione dei beni comuni.

In questo senso – ha osservato la Confedilizia – va anche, infatti, la previsione in base alla quale ciascun condòmino ha, per il tramite dell’amministratore, la possibilità di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica del conto corrente bancario, nonché la norma che impone a chi amministra difornire al condòmino che ne faccia richiesta attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso.

Sempre improntata alla trasparenza è pure la disposizione che individua compiutamente il contenuto del rendiconto condominiale.

Così come vanno nella medesima direzione le norme che si occupano di disciplinare la possibile nomina di un revisore che verifichi la contabilità del condominio.

In sostanza, i condòmini hanno, allo stato, tutti i mezzi necessari per avere un quadro chiaro e preciso della situazione contabile del proprio condominio. Il che non può che rappresentare un vantaggio anche per gli amministratori che svolgendo la propria attività in tutta trasparenza non potranno che consolidare il rapporto di fiducia con i proprietari delle unità immobiliari site negli edifici che amministrano. 


14 mag 2014

In Italia scoppia la moda del tetto verde

Si chiamano roof gardens (letteralmente giardini sul tetto) e sono la nuova moda del decoro immobiliare che anche in Italia sta prendendo piede favorita di certo, ma non solo, dalle agevolazioni fiscali che salvo colpi di scena dell’ultimo minuto saranno riconfermate fino al dicembre del 2015 e, ovviamente, saranno applicabili anche a questo particolare tipo di intervento.

Tecnicamente si definisce roof garden un qualunque intervento che modifichi il tetto degli edifici trasformandone la copertura abituale in una green, dotata cioè di vegetazione reale. Al di là degli evidenti benefici estetici che comporta il coprire la guaina nera isolante con prati e alberi, esistono un’altra serie di vantaggi non trascurabili che genera il mettere in cima al palazzo uno spazio verde sufficientemente ampio.

Il primo e più evidente di tutti è quello che consente una migliore gestione della temperatura. 

Inserire una bolla verde, come la definiscono i tecnici, sul tetto del palazzo, consente di abbassare la temperatura degli appartamenti di circa 3-4 gradi centigradi nei mesi estivi; al di là dell’immediato vantaggio termico percepito, questo si traduce anche in un minore utilizzo degli impianti di condizionamento artificiale e, in sintesi, di una riduzione dei costi sopportati dagli inquilini per pagare le bollette elettriche. 

Chiaro anche il vantaggio che un roof garden genera in termini di isolamento acustico, ma non bisogna trascurare neanche il fatto che la presenza di un giardino in cima al palazzo consente di drenare in modo più naturale le abbondanti acque piovane e, come precisato in un interessante articolo apparso sul sito de Il Sole 24 Ore a firma di Michela Finizio, regolarne il deflusso, così da evitare gli ormai sempre più frequenti allagamenti delle strade cittadine.   

Oltre ad essere un naturale produttore, o meglio depuratore di aria, dato che trattiene le polveri trasportate trasformandole in gas utili grazie al processo di fotosintesi, quello sul tetto del palazzo in cui si vive può diventare anche una sorta di piccolo orto o frutteto in grado di produrre cibo per i residenti.

In questo modo non solo si applica alla massima potenza la filosofia del chilometro zero, ma alla lunga si riesce anche a garantire un risparmio economico sulla spesa alimentare delle famiglie che vivono nel palazzo. Opportunamente attrezzato, il roof garden può trasformarsi anche in area ricreativa e, se portato alla sua massima espressione, può persino diventare un’area attrezzata per ospitare animali difficilmente presenti nei palazzi, come alcune specie di uccelli o altri migratori.

Ma quanto costa realizzare un giardino sul tetto? Non tantissimo in realtà; si va dagli 80 ai 140 euro per metro quadrato, con prezzi che si sono mantenuti sostanzialmente stabili negli ultimi anni e che sono definiti principalmente dal tipo di intervento che si vuole realizzare e dalla complessità o dimensione dell’intervento stesso.

Va riconosciuto che, al di là della moda e dell’estetica, una grossa spinta alla diffusione dei roof garden anche in Italia potrebbe essere ricondotta agli sgravi fiscali che vengono riconosciuti a chi decide di creare un giardino sul tetto. Anche questo genere di intervento, viene inserito fra le attività di riqualificazione energetica degli immobili e, come tale, è fra quelli per i quali lo Stato riconosce una defiscalizzazione pari al 65%, provvedimento che, salvo imprevisti o inaspettati rovesci di fronte, dovrebbe essere riconfermato ancora fino alla fine di dicembre 2015; attenzione però, per godere di questi benefici fiscali bisogna che il roof garden abbia caratteristiche ben precise, definite già in fase progettuale e che variano a seconda del tipo di copertura green scelta. Non rientrano invece negli interventi che godono della defiscalizzazione del 65% quelli legati al verde verticale, quello cioè, che viene realizzato lungo le pareti e non sul lastrico solare. Di Andrea Polo 


16 apr 2014

Bonus ed edilizia nella Legge di Stabilità

Per il momento ci dobbiamo basare su quelli che sono i rumors di stampa e le anticipazioni più o meno ufficiali. Ma stando a queste, sembra che nella recente legge di stabilità siano presenti un buon numero di voci rigurdanti il mondo immobiliare. 

Partiamo da quello che è sicuramente molto importante per le tasche degli Italiani: l'Ecobonus.

Come già anticipato nel corso della presentazione del decreto Sblocca Italia, l'Ecobonus dovrebbe trovare spazio nella finanziaria 2015.

Sembra, infatti, che saranno confermate e prorogate le agevolazioni Irpef, che passano dal 55% al 65% sulla riqualificazione energetica degli edifici, che poi, svanirà nel 2016, invece di scendere progressivamente.

Altro punto importante è quello che riguarda i condomini. Riferendosi ai “bonus energia e ristrutturazioni”, la legge di stabilità prevede che interventi finalizzati a ridurre i consumi energetici in parti comuni di edifici, oppure con destinatari tutti gli appartamenti della struttura, siano sottoposti fino alla fine del 2015 alla detrazione pari al 65%: un incremento di valore, per un'abbreviazione di tempo.

Il bonus, infatti, sarebbe dovuto arrivare al giugno 2016 fino al 50%, e invece rimarrà al top ma solo fino a dicembre 2015».
Altra voce importate riguarda la durata della maxi detrazione pari al 50%, che fino a tutto il 2015 consentirà di risparmiare a chiunque attivi interventi di ristrutturazione. 
A cominciare dal primo gennaio 2016, l'agevolazione scenderà alla quota base del 36%. Invariato anche il tetto di spesa a 96mila euro, sempre entro fine 2015, con dimezzamento completo dal primo gennaio successivo. Di Pierpaolo Molinengo

 

12 mar 2014

Investimenti immobiliari non residenziali in Italia

Buone notizie sul fronte degli investimenti immobiliari non residenziali in italia. Secondo quanto rilevato da uno studio di CBRE(società di consulenza immobiliare leader nel mondo), nel terzo trimestre del 2014 c'è stato un aumento del 5,5% e di oltre il 16% su base annua.

Un dato positivo, vista la situazione economica del paese.

Lo studio di CBRE ha sottolineato che gli investimenti immobiliari non residenziali in italia, tra aprile e giugno, hanno superato il miliardo di euro, che i volumi sono aumentati per il terzo trimestre consecutivo e che l'interesse da parte degli investitori non sembra diminuito, tutto questo nonostante i timori di una nuova recessione economica per il paese e il posticipo al 2016 dell'inizio della ripresa.

Lo studio ha anche mostrato che il volume degli investimenti nei primi nove mesi del 2014 si è attestato a circa 2,7 miliardi euro, il 7% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un fatto determinato dalla lentezza nel perfezionare gli investimenti e da una carenza di prodotto che riduce la possibilità di acquisire asset di grandi dimensioni.

In merito alla distribuzione settoriale degli investimenti, nei primi nove mesi dell'anno il settore retail, con quasi il 50% del totale, si conferma il più attraente pur perdendo qualche posizione rispetto al settore uffici che segue con il 30% del totale investito.


14 feb 2014

Le agevolazioni per chi acquista una casa e l'affitta

 L'articolo 21 del decreto sblocca italia ha introdotto un'importante agevolazione per chi acquista casa da destinare all'affitto, infatti chi compra un immobile a destinazione residenziale di nuova costruzione o oggetto di interventi di ristrutturazione, ceduto da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, ha diritto a una detrazione irpef del 20% del prezzo di acquisto per una spesa massima di 300 mila euro.

L' agevolazione è prevista solo perle persone fisiche e non per chi esercita attività commerciali, stesso limite di spesa è valido non solo per chi acquista, ma anche per chi sostiene le spese per costruire un immobile a destinazione residenziale sull'area edificabile che già possiede il contribuente prima che inizino i lavori o sulla quale è già stato riconosciuto il diritto di costruire.

Per poter usufruire del bonus ci sono però delle condizioni da rispettare:

l'immobile acquistato o costruito su aree edificabili deve essere messo in locazione per almeno otto anni continuativi a canone concordato entro sei mesi dall'acquisto o dal termine dei lavori;

se per motivi non imputabili al locatore, il contratto d'affitto si risolve prima degli 8 anni ne deve essere stipulato un altro entro un anno;

il contratto non può essere stipulato tra genitore e figlio, quindi non devono esistere rapporti di parentela di primo grado tra inquilino e proprietario;

l'immobile deve essere a destinazione residenziale e non può essere classificato o classificabile nelle categorie catastali a/1, a/8 e a/9, quindi non può essere un immobile di lusso, signorile o di pregio;

l'immobile non deve essere ubicato nelle zone che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale, in quelle destinate a nuovi complessi insediativi o a nuovi insediamenti per impianti industriali e per usi agricoli;

l'immobile deve appartenere alle classi energetiche A o B;

la deduzione deve essere ripartita in 8 quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d'imposta nel quale avviene la stipula del contratto di locazione è non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste dalla legge.

 

17 gen 2014

L’efficienza energetica della nostra casa: facciamo il punto 

La chiusura dei battenti di Smart Energy Expo, la manifestazione internazionale dedicata alla cosiddetta “white-green economy”, ci permette di fare il punto sul tema dell’efficienza energetica e sulle ripercussioni che questa ha (o può avere) nelle nostre case, del presente e del futuro.

I giorni di Smart Energy Expo hanno dato visibilità alle soluzioni presenti sul mercato per migliorare l’efficienza energetica tanto delle famiglie quanto delle aziende del nostro paese. Nei giorni della manifestazione sono stati presentati i risultati di un interessante sondaggio dal titolo “Gli Italiani e l’efficienza” – realizzato da EMG Acqua per conto di Veronafiere – che ha rivelato un’allarmante lacuna: gli italiani sanno poco, se non pochissimo, di questi temi, che pure hanno ripercussioni (anche economiche) sulla propria vita quotidiana.

Nemmeno un intervistato su due (solo il 45,5%), ad esempio, sa distinguere correttamente l’efficienza dal risparmio e solo il 54% del campione è al corrente dell’esistenza dei famosi eco-bonus. Quando si deve ricorrere a professionisti per effettuare dei lavori che migliorino l’efficienza energetica della propria casa, poi, si brancola nel buio: solo il 25% pensa di contattare un esperto, gli altri si basano sul passaparola, chiedono al loro artigiano di fiducia o al massimo contattano i distributori di luce e gas. L’esistenza di società ad hoc che lavorano per rendere più efficiente l’approvvigionamento energetico (aumentando il risparmio) è un’informazione nota a pochi fortunati, circa il 3% del campione.

Addirittura, sebbene il 70% del campione intervistato dichiari di sapere che l’energia elettrica ha un costo che varia in base alle diverse fasce orarie, il 34% di loro non sa che nel weekend questa costa meno (percentuale che sale al 49% tra i più giovani, che si rivelano la fascia d’età più ignorante in materia).

Numeri preoccupanti, questi, che però fanno il paio con una voglia degli italiani di migliorare la propria situazione: pur di risparmiare, quasi il 60% del campione è disposto a spendere anche 100 euro l’anno per potenziare il livello di efficienza energetica della propria casa e circa il 30% ne spenderebbe anche 500. Oltre l’80% del campione si dichiara disposto a spendere di più pur di acquistare un elettrodomestico che sia più efficiente dal punto di vista energetico.

C’è ancora molto da fare, quindi, anche in termini di comunicazione perché la crescita del mercato dell’efficienza energetica porterebbe vantaggi a tutto il Paese, tanto nel miglioramento della gestione delle risorse a disposizione, quanto nello sviluppo di un mercato e di un business sempre più importante, che al mondo vale circa 310 miliardi di dollari.

Le premesse per dare sviluppo a questo mercato ci sono tutte, e le aziende lo sanno. Da qui l’avvio di una interessante serie di iniziative volte allo sviluppo di prodotti e servizi originali. Tra le tante segnaliamo la partnership tra Acotel Net ed Eni Retail Market G&P: le due aziende svilupperanno nuovi progetti di efficientamento energetico destinati sia alle imprese sia alle famiglie italiane, con l’obiettivo di migliorarne il risparmio energetico attraverso il cosiddetto “smart metering”.

Nel futuro più prossimo in casa tutti avremo strumenti di smart metering: dispositivi che monitorano i livelli di consumo di energia elettrica, gas e acqua per scovare eventuali sprechi, nell’ottica di un vantaggio tanto economico quanto ambientale. La domotica sta vivendo una nuova evoluzione, e le nostre case saranno presto sempre più connesse.  Di Vittoria Giannuzzi


23 dic 2013

Legge di stabilità 2014, tutte le novità nella fiscalità immobiliare

L’approvazione della legge di Stabilità per il 2014 porta con sé ulteriori importanti novità di carattere tributario che, in svariati casi, interessano la fiscalità degli immobili.

La detrazione in questione è stata prorogata per tutto il 2014 mantenendo fermi i parametri già noti (50 per cento di un importo massimo di spesa di euro 10.000, da utilizzare in dieci quote annue di pari importo, per ogni immobile abitativo), ma introducendo una ulteriore, significativa limitazione per le spese sostenute dall’1 gennaio 2014: per tali spese, infatti, fermi restando i parametri suddetti, già in vigore nel 2013, l’importo massimo della spesa ammessa alla detrazione non potrà essere superiore all’importo speso per effettuare l’intervento di recupero edilizio sull’immobile al cui arredo i mobili e gli elettrodomestici sono destinati.

In termini esemplificativi, se nel 2014 la spesa per l’intervento di recupero edilizio è pari a

Ricordiamo che condizione preliminare affinché la spesa per acquistare mobili ed elettrodomestici ad alta prestazione energetica sia ammessa alla detrazione IRPEF in esame è che questi beni siano destinati ad arredare unità immobiliari a destinazione abitativa o parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa fatte oggetto di interventi di recupero edilizio (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione).

Per chiarire gli aspetti operativi riguardanti il rapporto che deve intercorrere fra le spese di ristrutturazione sostenute nel 2013 e le spese per l’acquisto degli arredi pagate nel 2014 – in relazione ai quali la norma nulla precisa e che, pertanto, sembrerebbero fra loro compatibili – è opportuno che l’Agenzia delle Entrate si esprima in modo tempestivo al fine di consentire che i contribuenti possano attuare gli acquisti senza indugio e senza dover temere successive interpretazioni restrittive, con conseguenti strascichi di contestazioni e di contenzioso.

Ancora una volta è stata riproposta l’apertura dei termini per rideterminare il valore dei terreni agricoli o di quelli edificabili (ma non dei fabbricati).

Si tratta di una facoltà ormai abituale che lo Stato, quasi tutti gli anni, offre ai contribuenti per consentire loro diridurre la tassazione IRPEF (e le relative addizionali comunali e regionali) sulle plusvalenze derivanti da future cessioni di terreni.

Questa norma si applica soltanto alle persone fisiche, alle società semplici e agli enti non commerciali e non è gratuita, ma soggetta a un’imposta sostitutiva del quattro per cento, rateizzabile in tre quote annue di pari importo, dietro pagamento di interessi pari al tre per cento annuo sulla seconda e sulla terza rata.

Il tasso di interesse non è particolarmente basso, laddove si pensi che, dall’1 gennaio 2014, il saggio di interesse legale viene ridotto all’1 per cento.

Inoltre, presupposto affinché questa misura risulti utile è che si preveda di effettuare nel prossimo futuro una cessione dalla quale emerga una plusvalenza imponibile, il che non è affatto detto stante la gravissima crisi che ha quasi paralizzato il mercato immobiliare e ridotto le quotazioni.

Inoltre, molti soggetti hanno già usufruito nel passato di questa opportunità, per cui si ritrovano ad avere valori dei terreni riconosciuti fiscalmente già in linea, e in non pochi casi addirittura superiori, a quelli realizzabili con una vendita.

In queste ipotesi possono risultare molto utili le indicazioni contenute nella risposta 4.1 della circolare multi quesiti dell’Agenzia delle Entrate n. 1 del 15 febbraio 2013.

In ogni caso, per chi fosse interessato a questa rivalutazione, il termine entro il quale occorre far redigere la perizia giurata ed effettuare il versamento della prima rata dell’imposta sostitutiva è stabilito al 30 giugno 2014.

Il valore del terreno che deve costituire oggetto della perizia è quello al 1° gennaio 2014.

E’ stata riproposta anche la possibilità di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2012.

La rivalutazione deve essere effettuata – qualora la si valuti utile – nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello sopra richiamato, quindi con riferimento all’esercizio in corso al 31 dicembre 2013.

Questa possibilità riguarda anche gli immobili, con esclusione, tuttavia, di quelli “alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa”.

E’ possibile affrancare il saldo attivo derivante dalla rivalutazione versando un’imposta sostitutiva del 10 per cento, rateizzabile in tre rate annuali di pari importo, in questo caso senza interessi.

Inoltre, è possibile ottenere il riconoscimento del maggior valore attribuito ai beni attraverso la rivalutazione qui in discorso, a decorrere dal terzo anno successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita (quindi, nella gran parte dei casi, a decorrere dall’esercizio 2016), versando un’imposta sostituiva del 16 per cento per i beni ammortizzabili e del 12 per cento per i beni non ammortizzabili, anche in questo caso rateizzandola in tre quote annuali di pari importo senza interessi.

Nel complesso, anche per questa opportunità l’interesse non sembra essere particolarmente ampio, considerato che è a pagamento, che gli effetti sono differiti, che molti soggetti hanno già usufruito in un passato non molto remoto di precedenti analoghe rivalutazioni e che i valori di molti beni – su tutti si pensi agli immobili – in questi anni di crisi spesso non sono cresciuti.

In materia di IMU meritano di essere segnalate queste novità:

La norma è alquanto curiosa, in quanto comporta la tassazione di metà della rendita catastale, ma solo per le abitazioni sfitte ubicate nello stesso comune in cui il possessore ha la propria abitazione principale. Le case di villeggiatura non sono pertanto interessate

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