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IMPRESE » SERVIZI » Qualità » Certificazione CE

Certificazione CE

Spesso oggi viene utilizzata la parola “qualità” o la definizione di “prodotto di qualità” per definire  concettualmente un prodotto che presenti caratteristica distintive, particolari, o tipiche, rispetto a prodotti  dello stesso genere.

Da un punto di vista normativo è necessario invece considerare che la definizione di qualità corrisponde a “l’insieme delle caratteristiche di un prodotto che gli conferiscono la capacità di soddisfare le esigenze  dell’utente, implicite od esplicite. Tale definizione è,  in sostanza, completamente differente dal concetto di  qualità di prassi utilizzato.
I prodotti da costruzione, sono regolamentati a tal fine dalla direttiva 89/106 che riporta i requisiti essenziali che devono essere soddisfatti dalle caratteristiche prestazionali di tutti i prodotti da costruzione.
Tali requisiti sono i seguenti:

1) Resistenza meccanica e stabilità
2) Sicurezza in caso di incendio
3) Igiene, salute e ambiente
4) Sicurezza di utilizzazione
5) Protezione contro il rumore
6) Risparmio energetico e isolamento termico

Naturalmente, in funzione di ogni categoria merceologica di prodotto, sono previsti requisiti essenziali cogenti, ai quali i prodotti immessi sul mercato devono essere obbligatoriamente in grado di dare risposta.
La cogenza di uno o più requisiti (e delle relative prestazioni da rilevarsi sul prodotto) viene riporta all’interno della specifica norma di prodotto.
Il DPR 246/93 (Regolamento di attuazione della direttiva in Italia) stabilisce, inoltre, che i prodotti che  soddisfano i requisiti previsti per la marcatura CE sono prodotti “presumibilmente” idonei all’uso.
Le normative che regolamentano la marcatura CE dei prodotti, emesse dal CEN a livello europeo e recepite negli Stati membri dagli appositi organismi (UNI in Italia), vanno a regolamentare, per ogni singolo prodotto da costruzione, le modalità di caratterizzazione prestazionale e di classificazione. Tali procedure, che consentono di verificare la conformità a norma dei prodotti, sono di fatto lo strumento più idoneo per  verificare il soddisfacimento dei requisiti essenziali riportati in Direttiva e sopra esplicitati.
Pertanto, con il marchio CE il serramento è considerato “idoneo all’uso” e all’impiego previsto e questa  condizione è vincolante per poter immettere il prodotto sul mercato.
Di seguito sono descritti i singoli requisiti della direttiva 89/106 e come essi trovano applicazione sul prodotto  serramento.

Igiene, salute, ambiente

Questo requisito richiede che l’opera debba essere concepita e costruita in modo da non compromettere l’igiene o la salute degli occupanti l’immobile in cui il serramento è posato né quelle dei vicini.
In particolare, per il serramento è importante che esso non favorisca formazione di umidità su parti o pareti dell’opera.
E’ necessario, quindi, valutare la tenuta all’acqua in laboratorio, sia del prodotto finito che del giunto murario (posa in opera).
Con il metodo di prova contenuto nella norma UNI EN 1027 e con il sistema di classificazione contenuto nella norma UNI EN 12208 si attribuisce la classificazione al prodotto sottoposto a prova di tipo per la tenuta all’acqua.
Per la posa in opera al momento sussiste un buco normativo a causa della mancanza delle norme specifiche  che individuino metodi di prova o di classificazione della tenuta del giunto telaio–controtelaio. E’ comunque  possibile nel caso in cui si voglia qualificare una specifica metodologia di prova, valutare la tenuta del  fissaggio e dei materiali normalmente impiegati per la posa attraverso metodi di prova simili a quelli utilizzati per controllare la tenuta del serramento.
Per lo stesso requisito per alcuni prodotti viene richiesto di evidenziare la presenza di sostanze che emesse  in ambiente potrebbero provocare danni alla salute degli occupanti gli immobili.

Sicurezza nell’impiego

L’opera deve essere concepita e costruita in modo che la sua utilizzazione non comporti rischi di incidenti.
Considerando le vigenti normative cogenti sulla sicurezza, si evidenzia che il rischio di incidente non si può eliminare (D.lgs 626/94) e pertanto bisogna fare in modo di ridurre la sua probabilità di accadimento adottando misure preventive in fase di informazione all’utente e fornendo prodotti con caratteristiche adatte a  ridurre il rischio. L’idoneità del prodotto deve essere misurata e i dispositivi di sicurezza devono essere  progettati e ben collocati.
Il serramento, in ogni caso, non deve provocare ferimenti dovuti a distacco di ante, vetri o a errata movimentazione dei dispositivi di bloccaggio.
La prova di resistenza al vento, per le finestre e le porte esterne pedonali, condotta secondo le norme UNI EN 12211 e la relativa classificazione secondo la UNI EN 12210, consente di verificare che il serramento sia in grado di salvaguardare, anche in presenza di notevoli deformazioni provocate dal vento, la sicurezza dell’utente.
Sempre per la sicurezza in uso dei serramenti esterni il D.lgs 206/2005 “Codice del consumo” specifica che il produttore deve immettere sul mercato solo prodotti sicuri.  
Si specifica, a tal fine, anche se non strettamente collegata alla marcatura CE dei serramenti esterni, che con riferimento alle porte finestre pedonali esterne, il vetro installato dovrà essere di sicurezza (temprato o stratificato) fino ad un metro dal piano di calpestio, come specificato nella norma UNI 7697:2002, a seconda del rischio e dal danno stimati (caduta nel vuoto, ferimento,ecc.).

Protezione contro il rumore

L’opera deve essere concepita e costruita in modo che il rumore cui sono soggetti gli occupanti dell’immobile rispetti le normali condizioni di sonno, di riposo, di lavoro.
Il serramento deve consentire un abbattimento acustico (espresso in dB = simbolo decibel) conforme alla richiesta del progettista in funzione della zona di installazione del serramento e della rumorosità presunta dovuta al tipo di traffico presente (ferroviario, veicolare, aereo).
Il potere fonoisolante Rw, espresso in dB, si determina:

1) con prove di laboratorio condotte secondo il metodo contenuto nella norma UNI EN ISO 140/3 e relativa correzione dei dati condotta secondo la norma UNI EN ISO 717-1;
2) con stima preventiva condotta attraverso le tabelle fornite dall’allegato B contenute nella norma di prodotto EN 14351-1.

Risparmio energetico e ritenzione di calore

L’opera deve essere concepita e costruita in modo che il consumo di energia durante l’utilizzo non pregiudichi il benessere termico degli utenti.

Il serramento deve offrire un coefficiente di TRASMITTANZA TERMICA Uw (espressa in W/m2K), un valore di PERMEABILITA’ ALL’ARIA e di TRASMISSIONE LUMINOSA DEL VETRO consoni alle richieste del progettista.
E’ quindi importante verificare la prestazione del prodotto con il calcolo offerto dal metodo semplificato contenuto nella norma UNI EN ISO 10077/1.

Marcatura CE delle Chiusure Oscuranti

La Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE impone la marcatura CE dei materiali utilizzati in edilizia.
Per poter marcare “CE” un prodotto il costruttore deve conoscere e applicare le Norme Tecniche di riferimento per quel prodotto. Seguendo tali Norme, si ha automaticamente la “presunzione” di conformità alla Direttiva Prodotti da Costruzione.
La principale Norma tecnica di riferimento per le chiusure oscuranti è la: UNI EN 13659:2004 Chiusure oscuranti – Requisiti prestazionali compresa la sicurezza.
Altre norme di riferimento sono:
UNI EN 1932:2002 Tende e chiusure oscuranti esterne - Resistenza al carico del vento - Metodo di prova;
UNI EN 12216:2005 Chiusure oscuranti, tende interne ed esterne - Terminologia, glossario e definizioni;
UNI EN 13527:2001 Chiusure oscuranti e tende - Misurazione dello sforzo di manovra - Metodi di prova.
 
La marcatura CE di questi prodotti è obbligatoria dal 2 Aprile 2006.
Scopo e campo di applicazione della UNI EN 13659:2004

La norma specifica i requisiti prestazionali e di sicurezza delle seguenti tipologie di chiusure oscuranti, e prodotti similari, inserite in edifici, indipendentemente dal materiale con cui sono realizzate e dall'utilizzo che ne verrà fatto:
-          tende esterne alla veneziana;
-          chiusure oscuranti avvolgibili/a rullo/tapparelle/persiane avvolgibili;
-          chiusure oscuranti a battente/persiane/imposte;
-          chiusure oscuranti/scuri alla veneziana;
-          chiusure oscuranti a soffietto;
-          chiusure oscuranti/persiane a pannelli scorrevoli, aggettanti o meno verso l'esterno.

I requisiti da certificare per le chiusure oscuranti
La norma di prodotto UNI EN 13659 per le chiusure oscuranti considera essenziale un solo requisito: la resistenza al vento, “La resistenza al vento di una chiusura oscurante è considerata la sua capacità di resistere a carichi specifici, simulando l’azione del vento in pressione positiva o negativa”.
Spetta comunque alle Autorità Governative Italiane definire quali tra i requisiti definiti essenziali dalla norma di prodotto UNI EN 13659 saranno obbligatori per l'Italia.
Le Autorità Italiane potranno pertanto rendere obbligatorio o meno il requisito di resistenza al vento per poter immettere le chiusure oscuranti sul territorio italiano. Inoltre per tale requisito obbligatorio potranno anche imporre un livello prestazionale minimo.
Nel caso in cui, com’è attualmente, le Autorità Italiane non si pronuncino in alcuna legge dello Stato in merito ai livelli prestazionali minimi, i Costruttori potranno scegliere l'opzione NPD (che significa "Nessuna prestazione determinata").
Il procedimento per l’apposizione della marcatura CE sulle chiusure oscuranti è il più semplice tra quelli previsti dalla Direttiva prodotti da Costruzione. In una scala da 1 a 4 (1 la più complessa 4 la più semplice) questo tipo di marcatura è al livello 4.
Tale livello implica che sia il piano di controllo della produzione sia le prove iniziali di tipo sono di competenza unicamente del Costruttore. In altri termini, a differenza di quanto previsto per altri manufatti serramentistici (per esempio le finestre e le porte conformi alla norma EN 14351-1 non ancora in vigore), per le chiusure oscuranti non esiste obbligo per il Costruttore di eseguire le prove presso un Laboratorio Notificato.
In caso di necessità o per ragioni commerciali, ovviamente, il ricorso a un laboratorio di parte terza può comunque avvenire.
Il laboratorio di riferimento per il sistema ABITHAL è l’ ITC-CNR del centro nazionale ricerche con sede a S. Giuliano Milanese - MI

Operazioni previste dall’applicazione della Direttiva:
1.  Prove iniziali sul prodotto, eseguite dal costruttore;
2.  Controllo della produzione in fabbrica (FPC: Factory Production Control) ad opera del costruttore, per assicurare che le prestazioni misurate sui prototipi vengano mantenute nella produzione corrente;
3.  Dichiarazione di Conformità CE rilasciata dal costruttore.
4.  Etichettatura del prodotto con simbolo “CE” ad opera del costruttore
1.Prove iniziali sul prodotto
Scelta del campione
Spetta al Costruttore la scelta del campione da sottoporre alle prove iniziali di tipo (ITT: Initial Type Testing).
Nella fattispecie il Costruttore dovrà stabilire:
La tipologia di campione che dovrà essere il più rappresentativo possibile della produzione.
La dimensione che dovrà essere la massima possibile, compatibilmente con le prestazioni che si vogliono ottenere;
Le prestazioni da ottenere tenendo conto che la marcatura CE si estenderà ai prodotti di livello prestazionale superiore rispetto al modello campione.
Quindi varrebbe la pena testare un campione di dimensione massima e di poca portata, i risultati dei test possono poi essere trasferiti sui prodotti più piccoli e più favorevoli.

Esecuzione del test
Il Costruttore deve sottoporre un campione rappresentativo della chiusura oscurante ad un carico di prova e ad un carico di sicurezza, che simulano il differenziale di pressione (differenza in pressione tra le due facce) esercitato dal vento sull'esterno della chiusura rispettivamente in condizioni normali e in condizioni di raffiche, ed osservare, se ci sono stati:
-          deformazioni permanenti della chiusura;
-          deformazioni permanenti dei dispositivi di fissaggio;
-          deformazioni permanenti dei meccanismi di bloccaggio;
-          uscite della chiusura dai suoi dispositivi di fissaggio, meccanismi di bloccaggio e guide;
-          rottura della chiusura;
-          rottura dei dispositivi di fissaggio;
-          rottura dei meccanismi di bloccaggio;
-          variazione della forza di azionamento.
 
Può essere utile dotarsi delle seguenti attrezzature:
·    Una telaio rigido, su cui ancorare la chiusura oscurante nella modalità più rappresentativa possibile delle reali condizioni di installazione, tenendo conto che durante le fasi di prova la chiusura dovrà stare in posizione orizzontale ma che deve essere possibile portarla agevolmente in posizione verticale (senza staccarla dal telaio di supporto) per eseguire opportune misurazioni della forza di azionamento. Per esempio può essere utile a tale scopo realizzare un solido cassone a quattro lati, sollevato da terra almeno 25 cm, su cui si andranno a fissare i cardini di sostegno della chiusura oscurante.
·     Nove pesi, che saranno da distribuire sulla chiusura ad intervalli regolari in modo da riprodurre una pressione uniforme. Il carico totale da applicare è uguale al carico di prova sottratto il peso della chiusura. A tale scopo si possono utilizzare sacchi riempiti di sabbia oppure di acqua.
 
La norma indica la caratteristica essenziale da determinare cioè la “Resistenza al carico di vento” (secondo la UNI EN 1932:2002), e bisogna dichiarare la classe tecnica.
La classe tecnica varia da:
·   0 (classe minima);
·   6 (classe massima);
·   oppure provvisoriamente NPD (No Performance Determined) fino a che lo Stato Italiano non prevederà livelli prestazionali minimi.
 
Per determinare queste classi si usa Fn chiamato carico di test.
Questo carico è diretto quando viene applicato alla chiusura oscurante dall’esterno all’interno (Fn).
Questo carico è indiretto (o inverso) quando è applicato dall’interno verso l’esterno (-Fn).
 
Fn = ß x p x L x H
ß=1
p=carico della prova per la classe
L=altezza della chiusura
H=larghezza della chiusura
N=Newton (10 N = 1 Kg)
 
Da Fn bisogna poi detrarre il peso delle ante.
 
Per la determinazione di p:
 
CLASSI
0
1
2
3
4
5
6
Pressione di prova nominale p in Pascal (N/m2)
≤ 50
50
70
100
170
270
400
Pressione di prova di sicurezza 1,5 p (N/m2)
≤ 75
75
100
150
250
400
600

Le fasi quindi sono queste:
 
·       misurare lo sforzo di manovra delle ante della chiusura;
·       caricare la chiusura con il carico desiderato per la classe scelta (tempo di carico 1 minuto);
·       scaricare la chiusura;
·       misurare lo sforzo di manovra;
·       caricare sul lato opposto (tempo di carico 1 minuto);
·       scaricare la chiusura;
·       misurare lo sforzo di manovra;
·       caricare per il test di sicurezza sul primo lato;
·       caricare per il test di sicurezza sul secondo lato.
 
Una volta eseguita la prova il Costruttore dovrà predisporre un resoconto di prova.
I risultati delle prove devono essere registrati e conservati per almeno 5 anni.

2.    Il Controllo della Produzione (FPC: Factory Production Control)
La valutazione delle prestazioni (per mezzo di prove), deve essere effettuata all’inizio della produzione a marcatura CE. Il Costruttore sarà poi però tenuto a garantire nel tempo l’omogeneità, il mantenimento delle prestazioni inizialmente accertate e attestate dalla marcatura CE e la rintracciabilità dei lotti di provenienza dei prodotti.
Lo strumento, che consente al Costruttore di garantire la coerenza della produzione nel corso del tempo e tenere sotto controllo i punti critici della produzione, è il Piano di Controllo della Produzione di Fabbrica (FPC).
In sintesi il Piano di Controllo della Produzione di Fabbrica è un documento da aggiornare quotidianamente, con indicazioni su:
·   Verifiche sui materiali e i componenti in ingresso;
·   Controlli e prove da eseguire durante la produzione con la frequenza decisa dal Costruttore;
·   Controlli e prove da eseguire sui prodotti finiti durante la produzione con la frequenza decisa dal Costruttore;
·   Azioni correttive da prendere nei confronti delle non conformità emerse in sede di controllo.
Il Piano di Controllo della Produzione di Fabbrica è soggetto alla mera responsabilità del Costruttore.
Le aziende che hanno certificato la loro qualità aziendale ai sensi delle norme UNI EN ISO 9000 possiedono già un Piano di Controllo della Produzione di Fabbrica conforme a quello necessario per la marcatura CE.

3.    La Dichiarazione di Conformità
In possesso dei risultati della prova iniziale di tipo (ITT), che nel caso delle chiusure oscuranti si riduce all'accertamento della resistenza al vento, e, implementato il Controllo di Produzione di Fabbrica (FPC), il Costruttore di chiusure oscuranti deve redigere e conservare una dichiarazione di conformità nella sua lingua e in quelle eventuali dei paesi in cui il manufatto è destinato.
La Dichiarazione di Conformità CE, assieme alla targhetta identificativa da applicare sul prodotto, attestano che il costruttore ha rispettato le Direttive Comunitarie applicabili al prodotto stesso.
La dichiarazione di conformità, da redigere nella lingua del Paese in cui verrà installato il prodotto, deve comprendere:
• Nome ed indirizzo del Costruttore;
• Descrizione del prodotto;
• Norme a cui il prodotto è conforme;
• Eventuale indicazione delle condizioni particolari a cui è soggetto l'utilizzo del prodotto;
• Nome e qualifica della persona che firma la dichiarazione di conformità.
Questo documento costituisce l’atto a valore legale di responsabilizzazione del costruttore.

4.    La marcatura con simbolo “CE”
Oltre alla dichiarazione di conformità ogni fornitura deve essere accompagnata da un'etichetta/targhetta, facilmente leggibile e permanentemente incollata sui manufatti e da documentazione di accompagnamento.
L'etichetta deve contenere le seguenti informazioni:
-    il simbolo grafico della marcatura CE;
-    Nome o marchio identificativo e indirizzo registrato del Costruttore;
-    riferimento alla norma a cui il prodotto è conforme (nel caso la norma di prodotto UNI EN 13659).
 
La documentazione di accompagnamento (istruzioni di installazione o di manutenzione o bolla di consegna) deve contenere le seguenti informazioni:
-    il simbolo grafico della marcatura CE.
-    Nome o marchio identificativo e indirizzo registrato del Costruttore;
-    Le ultime due cifre dell’anno di apposizione della marcatura CE;
-    Riferimento alla norma a cui il prodotto è conforme (nel caso la norma di prodotto UNI EN 13659);
-     Descrizione del prodotto e uso previsto (nome generico, materiali costituenti, dimensioni, ecc.);
-     Informazioni sulla resistenza al vento e/o su altre caratteristiche decise volontariamente dal produttore.

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