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Glossario Commercio Internazionale

Glossario Commercio Internazionale

 

Termine Significato

27 JBIC Export Credit Agency Giapponese
Advance payment bond Garantisce la restituzione dei pagamenti anticipati in caso di
inadempimenti contrattuali
Assegno bancario piazzato” (banker’s draft o cashier’s draft)
Assegno emesso da una banca a favore di un beneficiario, per conto di un suo cliente, a fronte di somme già disponibili.
Promessa incondizionata di pagamento della banca nei confronti di un terzo beneficiario.
Assegno bancario internazionale (chèque o check)
L’assegno bancario si sostanzia in un ordine di pagamento a favore di un beneficiario, rivolto da un cliente (traente) alla banca
presso cui ha costituito una provvista di fondi.
L’assegno bancario differisce dall’assegno circolare con cui una banca si obbliga essa stessa (ancorché su richiesta del debitore)
incondizionatamente a pagare a vista l’importo indicato;
l’assegno circolare è emesso dalla banca su richiesta di un cliente una volta che lo stesso abbia già provveduto a versare alla banca
la provvista necessaria. A differenza dell’assegno bancario, dunque, l’assegno circolare (analogamente ad altre forme simili di
pagamento, quali l’assegno piazzato e l’international money transfer è emesso da banche su provvista disponibile; ciò elimina
il rischio di insoluto a condizione che tali assegni siano emessi da banche di Stati solvibili o comunque da banche non a rischio, esse
stesse, di insolvenza.
Quanto al primo aspetto (rischi di ordine valutario e relativi ad un diverso regime giuridico), non tutti gli Stati consentono, nei propri
rispettivi regimi valutari, l’utilizzo di assegni per i pagamenti internazionali. Inoltre, manca a tutt’oggi una disciplina uniforme
dell’assegno condivisa a livello internazionale e ciò costituisce un limite ed un rischio per l’operatore economico che si trovi ad
accettare tale forma di pagamento. L’Italia che ha aderito alle Convenzioni di Ginevra del 19 marzo 1931 sull’assegno, assieme
ad oltre una ventina di altri Stati26, considera l’assegno un titolo di credito conferendogli, entro certi limiti, efficacia di titolo
esecutivo27 e dunque conferendo al creditore il diritto di procedere all’esecuzione forzata in base all’assegno. I Paesi di
common law”, tra cui USA e Gran Bretagna, non hanno invece aderito a tali Convenzioni e non sono tenuti, pertanto, a
riconoscere gli assegni come titoli di credito, autonomi ed astratti rispetto alla causa che li ha originati. Pertanto, ad esempio, nei
Paesi di “common law” se chi ha emesso un assegno a fronte di una fornitura ritiene che la merce ricevuta presenti difetti, può
essere ritenuto legittimato a bloccare il pagamento dell’assegno o addirittura a ottenere lo storno dell’addebito relativo.
Common Law
Il sistema del Common law è un modello di ordinamento giuridico, di matrice anglosassone, basato sui precedenti
giurisprudenziali più che su codici o, in generale, leggi e altri atti normativi di organi politici, come invece nei sistemi di civil law.
Assegno USA L’assegno bancario negli Stati Uniti è soggetto ad una normativa sostanzialmente diversa da quella che disciplina l’assegno in Italia.
L’assegno americano ha, infatti, carattere di documento di credito e non di titolo esecutivo ed è richiesta l'indicazione della causa
per cui esso viene emesso.
Perche' l’assegno possa essere negoziabile (e quindi trasferibile) presso una banca americana, occorre che esso sia "all’ordine" di
un nominativo determinato. In caso contrario, deve essere presente nel titolo la clausola "al portatore".
Il trasferimento dell’assegno può avvenire tramite girata usando l’espressione "pay to order of" (pagabile all’ordine di). In questo
modo, il nuovo portatore acquisisce il titolo in qualita’ di portatore in buona fede, e non è cosi' soggetto alle eccezioni che
potrebbero eventualmente essere mosse dal traente contro il beneficiario.
Nel sistema statunitense, non sono previsti gli assegni sbarrati o quelli non trasferibili. Il pagamento del titolo è previsto soltanto
se vengono rispettati alcuni terminiragionevoli, secondi i casi specifici (in ogni caso, le banche americane pagano l’assegno
entro 6 mesi dalla sua emissione, se questa è avvenuta negli USA, o entro 12 mesi se il titolo è stato emesso all’estero).
L’incasso, tuttavia, non e' mai garantito a priori in quanto il traente ha la possibilità di revocare in ogni momento l’ordine di
pagamento ricorrendo alla clausola "Stop Payment" (anche a pagamento avvenuto, a condizione che il traente presenti una
giustificazione ragionevole, come ad esempio, la fornitura di un bene non conforme al contratto).
E’ chiaro, quindi, che in caso di contestazioni sulla fornitura a cui l’assegno si riferisce, il pagamento potrebbe essere bloccato dal
cliente in attesa di una risoluzione della controversia.
In caso di "Stop Payment", il beneficiario puo' avviare un’azione
legale nei confronti del traente insolvente che sarà tenuto a rispondere, per iscritto, entro un periodo limitato.
La querela dovrà essere presentata entro 3 anni dalla data in cui il titolo si considera non pagato, o entro 10 anni dalla data che
compare nel titolo. Tale processo, che può essere avviato esclusivamente dal possessore del titolo non onorato,fa leva sui
principi che disciplinano i casi di inadempimento contrattuale.
L'azione legale può essere avviata nei confronti di tutti i garanti dell’assegno, in quanto responsabili verso il possessore
successivo, ma anche verso colui al quale il girante ha trasferito il titolo.
La banca, invece, il cui unico ruolo consiste nell' onorare l’assegno, se ne sussistono le condizioni per il pagamento, non
puo’ essere inclusa in alcun modo nell’azione legale.
Azione di regresso in caso di mancato pagamento di Promissory Note o di Bill of Exchange
Nella letteratura tecnica di tipo divulgativo vi sono scarsi accenni a differenze sostanziali tra i due mezzi di pagamento spesso
accomunati nella definizione di “effetti”. Si preferisce piuttosto descrivere le tecniche di smobilizzo del credito all’esportazione
individuandone vantaggi e costi.
E’ bene per l’esportatore avere una cautela aggiuntiva per la Bill of Exchange ed ottenere, dalla banca che sconta l’effetto, una
dichiarazione nel contratto di sconto nella quale vi sia l’impegno da parte del giratario a non esercitare l’azione di regresso
cambiario nei confronti del traente, e l’impegno ad ottenere analoga dichiarazione dagli altri soggetti ai quali l’operazione
fosse in seguito ceduta.
Certamente nelle operazioni di smobilizzo sono preferibili le Promissory Notes rispetto alle Bill of Exchange.
Banca avvisante (advising bank)
È la banca su cui viene appoggiata l'apertura di credito documentario. La banca avvisante, dopo aver verificato
l'autenticità del credito, lo notifica semplicemente al beneficiario oppure, se richiesta, aggiunge alla notifica la sua conferma. Tale
banca assicura l’autenticità del credito, ma non assume alcun altro impegno (salvo che sia anche banca confermante).
Al fine di comprendere obblighi e responsabilità della banca avvisante nell’ambito di un credito documentario è necessario
analizzare le disposizioni delle UCP 600 ICC.
Le UCP 600 ICC, che disciplinano le operazioni di credito documentario, definiscono, all’art. 2, la banca avvisante come la
banca che avvisa il credito su richiesta della banca emittente (“Advising bank means the bank that advises the credit at the
request of the issuing bank”).
L’art. 9 UCP 600 ICC (Advising of Credits and Amendments), stabilisce che “a credit and any amendment may be advised to a
beneficiary through an advising bank”. Dunque, teoricamente, un credito potrebbe essere avvisato direttamente dalla banca
emittente, senza l’intervento della banca avvisante. Il credito, ovviamente, sarebbe del tutto valido, sebbene il beneficiario
dovrebbe accertarsi dell’autenticità del mittente e del relativo contenuto.
Lo stesso articolo chiarisce che “by advising the credit or amendment, the advising bank signifies that it has satisfied itself
as to the apparent authenticity of the credit or amendment and that the advice accurately reflects the terms and conditions of the
credit or amendment received.” Dunque, avvisando il credito o una modifica, la banca avvisante ne conferma la relativa
autenticità e assicura che l’avviso ne riflette accuratamente i termini e le condizioni.
Se la banca avvisante non è soddisfatta dell’apparente autenticità del credito o della modifica, è tenuta ad informare, senza ritardo
the bank from which the instructions appear to have been received”. Se, comunque, la banca avvisante decidesse di avvisare
il credito o la modifica tale banca è tenuta a informare il beneficiario (o la seconda banca avvisante) “that it has not been
able to satisfy itself as to the apparent authenticity of the credit, the amendment or the advice.”
Si tenga conto che una banca avvisante può rifiutarsi di avvisare un credito o una modifica. In tal caso è tenuta, senza ritardo, a
informare la banca da cui ha ricevuto il credito o la modifica.
Sempre l’art. 9 stabilisce che “An advising bank that is not a confirming bank advises the credit and any amendment without
any undertaking to honour or negotiate.“
Pertanto, la banca avvisante, che non sia confermante, è solo tenuta a verificare l’autenticità del credito o della modifica senza
avere alcun impegno ad onorare o negoziare.
L’art. 9, al punto c, segnala che una banca avvisante può utilizzare i servizi di una ulteriore banca (“second advising bank”) per
avvisare il credito o modifiche al beneficiario. La seconda banca avvisante, avvisando il credito o la modifica, ne conferma la
relativa autenticità e garantisce che l’avviso ne riflette accuratamente i termini e le condizioni. Si precisa che una banca
che utilizza i servizi di una banca avvisante o di una secondabanca avvisante per avvisare un credito è tenuta ad utilizzare la
stessa banca per avvisare eventuali modifiche al credito.
L’art. 37 UCP 600 ICC (Disclaimer for Acts of an Instructed Party), stabilisce che una banca che utilizza i servizi di un’altra banca per
dare seguito a istruzioni impartite dall’applicant, lo fa per conto e a rischio di quest’ultimo, e che una banca avvisante non assume
alcuna responsabilità qualora le istruzioni inviate ad un’altra banca non vengano inoltrate e ciò anche se la banca ha preso
l’iniziativa di scegliere l’altra banca.
Sempre l’art. 37 stabilisce che una banca che istruisce un’altra banca di svolgere dei servizi è responsabile di commissioni, fees,
costi e spese (charges) sostenute dalla banca incaricata in riferimento ai servizi richiesti. Inoltre, se il credito riporta che tali
spese sono a carico del beneficiario e le spese non possono essere incassate o dedotte dall’incasso, la banca emittente
rimane responsabile per il pagamento di tali spese. L’art. 37 stabilisce, infine, che un credito o una modifica non
dovrebbe riportare che il loro relativo avviso è condizionato all’incasso delle relative spese della banca avvisante o della
seconda banca avvisante.
Conclusioni.Dalla lettura e dall’analisi degli articoli della UCP 600 ICC appare evidente l’importante ruolo svolto dalla banca
avvisante nell’ambito delle operazioni di credito documentario. In particolare, tale banca ha il ruolo chiave di autenticare i messaggi
ricevuti dalla banca emittente, in modo che il beneficiario abbia certezze, di non trascurabile valore, in merito al soggetto
emittente e al relativo contenuto di un credito o di una modifica.
Si tenga altresì conto che, in caso di crediti emessi da soggetti non bancari, la banca avvisante, al fine di evitare ogni responsabilità, è
tenuta a effettuare un corretto avviso, segnalando al beneficiario la natura del soggetto emittente e indicando “the advising bank's
limited role.”
La banca avvisante, infine, svolge solitamente anche il servizio di inoltrare i documenti prodotti dal beneficiario alla banca
designata/emittente in modo da consentire a queste ultime di onorare i propri impegni verso il reale beneficiario del credito
Banca confermante (confirming bank)
È la banca che, su richiesta della banca emittente, aggiunge il proprio impegno inderogabile ad effettuare la prestazione, in
aggiunta a quello originario della banca emittente. La banca confermante ha la facoltà, ma non l'obbligo, di accettare
l'incarico.
Banca designata (nominated bank)
È la banca autorizzata dal credito ad effettuare la prestazione, secondo le modalità indicate dalla banca emittente, ma non è
obbligata a onorare la prestazione (salvo che sia anche banca confermante).
Banca emittente (issuing bank)
È la banca che, su incarico dell'ordinante, emette il credito documentario a favore del venditore/beneficiario impegnandosi
ad eseguire una prestazione che riguarderà il pagamento, l'accettazione o la negoziazione. Tale banca è irrevocabilmente
impegnata a onorare le prestazioni conformi effettuate alla stessa o alla banca designata.
Banca rimborsante (reimbursement bank)
È la banca che provvederà, su istruzioni della banca emittente, a rimborsare la banca che effettua la prestazione.
Banklastschriften Incasso a mezzo note di addebito dalla Germania e dall’Austria
Beneficiario Colui a favore del quale è aperto il credito documentario (di norma il venditore).
Bid bond o Tender Guarantee
Titolo che permette di partecipare a gare d’appalto e viene emessa a copertura dell’adempimento delle condizioni previste
per i bandi di gara
Bill of landing La Bill of Landing,
indicata anche come polizza di carico marittima o B/L, è il più diffuso documento utilizzato nel trasporto
marittimo, che attesta l'imbarco della merce in uno specifico porto di partenza per il trasporto a un porto di destinazione
designato, su una nave indicata nel documento.
La Bill of Landing, che solitamente viaggia separatamente dalla merce, assolve alle seguenti funzioni: attesta la presa in carico
delle merci da parte del vettore marittimo o di un suo agente; comprova l'esistenza e il contenuto del contratto di trasporto
inerente le merci in essa descritte; attribuisce al detentore del titolo originale il possesso delle merci e il potere dispositivo su di
esse per il trasferimento a terzi, che si perfeziona mediante girata.
Bill of Landing received Emessa dopo la presa in consegna della merce, ma prima del suo caricamento a bordo della nave.
Bill of Landing Shipped Bill of Landing emessa successivamente al caricamento della merce a bordo della nave
Bills of Exchange e Promissory Notes
Promissory Note (Pagherò) e Bill of Exchange (Tratta) sono mezzi di pagamento utilizzati per la cambializzazione di un credito
all’esportazione con pagamento differito rispetto alla consegna.
Sono utilizzati sia nei semplici pagamenti differiti, ad esempio gli Incassi (Collections), o nel Credito Fornitore con Voltura di Polizza
SACE quando si sconta pro-soluto il credito differito. La Convenzione di Ginevra differenzia però le modalità dell’azione di
regresso per questi due strumenti.
La cambializzazione del credito all’esportazione consente all’esportatore di disporre di un titolo di credito che, a seconda
del quadro giuridico di riferimento del paese del compratore, presenta gradi differenziati di tutela del proprio credito nel caso
di mancato pagamento.
Nell’ambito della normativa sugli Incassi, regolamentata dalla Camera di Commercio Internazionale con le Uniform Rules for
Collections, 1995 Revision, URC 522, nell’art. 2 è previsto l’utilizzo di questi “documenti finanziari” negli “incassi semplici ed in quelli
documentari”.
In operazioni che riguardano esportazioni di beni strumentali l’uso della Promissory Note o della Bill of Exchange è necessario
per consentire lo sconto senza ricorso (pro-soluto) della quota dilazionata ma è essenziale che sul titolo di credito sia apposto
l’avallo di una banca internazionale gradita allo scontatore. Si parla di Credito Fornitore (o supplier’s credit) se c’è Voltura di
Polizza “Credito Fornitore” SACE quando, in assenza di avallo bancario sui titoli di credito, si utilizza una Polizza SACE per
Credito Fornitore che offre la copertura dei rischi di Credito (di natura politica e commerciale e altri rischi c.d. accessori, ad
esempio rischio di distruzione, danneggiamento, rischio di requisizione, confisca).
Esiste anche la possibilità di scontare titoli di credito il cui debitore sia un nominativo di primario standing internazionale,
senza avallo bancario o Polizza Credito Fornitore SACEma, in questo caso, permane tutta la complessità dell’incasso del titolo.
Manca, anche per la cambiale (come già visto per l’assegno), una disciplina uniforme internazionale. In particolare, alle Convenzioni
di Ginevra sulla cambiale ed il vaglia cambiario del 7 giugno 1930 hanno aderito oltre una ventina di Stati tra cui l’Italia, ma non i
Paesi di common law (tra cui, Stati Uniti, Gran Bretagna).
Pertanto, fuori dai Paesi che hanno aderito alle suddette convenzioni internazionali, le cambiali presentano rischi
analoghi a quelli già indicati per l’assegno. In Italia, la cambiale, oltre ad essere un titolo di credito, ha
efficacia di titolo esecutivo anche se emessa all’estero (art. 63 legge cambiaria, art. 474, n. 2 codice di procedura civile): il che, in
sostanza, vuol dire che non occorre una sentenza di condanna nei confronti del debitore per iniziare l’esecuzione forzata, in quanto
è sufficiente a tal fine la sola cambiale purché presenti tutti i requisiti formali e sia in regola con il bollo fin dall’origine.
La fonte validante è la Convenzione concernente la legge uniforme sulla cambiale e il vaglia cambiario con due annessi e
protocollo A nonché convenzione intesa a regolare certi conflitti di legge in materia di cambiale e vaglia cambiario, con protocollo
B, entrambe firmate a Ginevra il 7.06.1930, entrate in vigore l’1.01.1934; in particolare sono parti contraenti della convenzione
sulla legge uniforme sulla cambiale ed il vaglia cambiario: Italia, Cecoslovacchia, Colombia, Ecuador, Jugoslavia, Perù, Spagna,
Turchia, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Giappone, Grecia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo,
Svezia, Svizzera, Brasile, Federazione Russa, Francia, Lituania, Monaco, Polonia, Ungheria, Bielorussia
Bonifico bancario internazionale (bank
Il bonifico bancario consiste nel trasferimento di una somma di denaro dalla banca deldebitore, su istruzioni di quest’ultimo, ad
una banca nel Paese del creditore. Si parla anche di P.O (payment transfer, wire transfer)
order), S.T. (Swift transfer) o T.T. (telegraphic transfer). Ingenere, il bonifico viene trasmesso o, comunque, è preferibile che venga
trasmesso, con il sistema swift anziché per posta (M.T. o mail transfer). Per l’utilizzo del bonifico occorre previamente:
- concordare l'importo, la valuta, la data di pagamento;
- indicare i dati identificativi del beneficiario e le coordinate della banca beneficiaria;
- concordare il sistema di trasmissione del bonifico (ad esempio swift transfer);
- stabilire a chi competano i costi bancari dell'operazione.
In ambito internazionale può accadere che il bonifico transiti dalla banca del debitore a quella del creditore tramite una banca
intermediaria (ad esempio, qualora la banca del creditore non sia corrispondente della banca del debitore), con maggiori costi e
tempi più lunghi per il pagamento.
Sarebbe opportuno verificare in anticipo se vi sia un rapporto di corrispondenza tra la banca del beneficiario e quella del debitore
e, laddove possibile, richiedere al debitore di appoggiarsi a banche corrispondenti della banca del beneficiario.
Capacità portacontainer la EMMA MӔRSK, una delle navi più grandi al mondo, è capace di trasportare 15.000 containers
CFR (C&f) Costo e nolo Con la resa CFR il venditore effettua la consegna quando la merce
supera la murata della nave nel porto di sbarco.
Il venditore deve sopportare tutte le spese necessarie per trasportare la merce fino al porto di destinazione convenuto, ma
sin dal momento della consegna i rischi di perdita o di danni alla merce (come pure le spese addizionali causate da fatti accaduti
dopo questo momento) si trasferiscono automaticamente alcompratore.
Nel CFR lo sdoganamento della merce all'esportazione è a carico del venditore.
Charter party La Bill of Landing non deve contenere alcuna indicazione di essere soggetto a “charter party” (contratto di noleggio) e può indicare
che un trasbordo sarà o potrà essere effettuato a patto che l’intero trasporto sia coperto “by one and the same bill of lading”.
CIF Costo assicurazione e nolo
Con la resa CIF il venditore effettua la consegnaquando la merce supera la murata della nave nel porto di sbarco.
Il venditore deve sopportare tutte le spese necessarie per trasportare la merce fino al porto di destinazione convenuto, ma
sin dal momento della consegna i rischi di perdita o di danni alla merce (come pure le spese addizionali
causate da fatti accaduti dopo questo momento) si trasferiscono al compratore.
Nel CIF il venditore deve inoltre fornire un'assicurazione marittima a favore del compratore per rischi di perdita o danno
alla merce durante il trasporto.
CIP Trasporto e Con la resa CIP il venditore effettua la consegna rimettendo la merce al vettore da lui stesso designato ma deve sopportare le
assicurazione pagata fino a spese necessarie perchè la merce sia trasportata al luogo di destinazione convenuto.
Ciò comporta che il compratore sopporta i rischi e ogni altra spesa dovuta per fatti accaduti alla merce dopo che questa è
stata consegnata. Nel CIP il venditore deve inoltre fornire una copertura assicurativa nei confronti del compratore per rischi di
perdita o danno alla merce durante il trasporto.
Clausole d’uso Nell’ordinamento italiano la giurisprudenza e la dottrina maggioritarie sostengono che le norme ed usiuniformi della
Camera di commercio internazionale sono c.d. clausole d’uso, integrative del singolo rapporto contrattuale (ai sensi dell’articolo
1340 codice civile) e non usi giuridici o normativi (cfr. ex multis 
sentenza Cassazione Civile, sez. I, 08 marzo 1996, n. 1842, Soc. Comtal c. Banca agr. Gorizia, in Giust. civ. Mass. 1996,
313). Ciò anche se esistono anche altre interpretazioni che darebbero alle NUU valore di usi normativi (ai sensi
dell’art. 8 delle Disposizioni sulla legge in generale).
L’art. 1 delle NUU 600 CCI stabilisce che le Norme ed Usi Uniformi relativi ai crediti documentari sono norme che si applicano a
qualunque credito documentario ivi comprese nella misura in cui siano applicabili, le lettere di credito stand by quando il testo del
credito indica espressamente che esso è soggetto alle presenti norme. Le NUU salvo espresse modifiche o esclusioni previste dal
credito, vincolano tutte le parti interessate.
Clausole sospensive e risolutive
Nell’eventualità che la controparte divenga meno solvibile o, addirittura, sia assoggettataa procedura fallimentare o parafallimentare
nel corso del rapporto, sarebbe opportuno per il venditore aver già previsto contrattualmente a proprio favore la
facoltà di sospendere il rapporto subordinandone la continuazione alla prestazione di un anticipo o di idonee garanzie
da parte del debitore ovvero la facoltà di risolvere immediatamente il contratto, sempre che a ciò non ostino norme
inderogabili del diritto nazionale applicabile al contratto stesso.
Cobro electrónico de efectos
Incasso elettronico spagnolo equivalente al RID italiano
Complying Presentation Presentazione uniforme
Conflitti giuridici In caso di conflitti di legge tra Paesi appartenenti all’Unione europea, per i contratti conclusi a partire dal
17 dicembre 2009, si applica il Regolamento comunitario n. 593/2008, c.d. “Roma I” che identifica, in via generale, salvo
diverso accordo delle parti, la legge applicabile al contratto internazionale di compravendita nella legge nazionale del
venditore. Tuttavia, lo stesso Regolamento fa salve le eventuali convenzioni internazionali specifiche di cui siano già parti uno o
più Stati membri al momento dell‘entrata in vigore del regolamento e dunque anche la Convenzione dell’Aja del 1955, in
vigore tra alcuni Stati tra i quali anchel’Italia; il giudice italiano, dunque, in caso di vendita di beni mobili applicherà la
Convenzione dell’Aja del 1955 che identifica come legge applicabile, in assenza di scelta tra le parti, la legge del venditore
ad eccezione del caso in cui la vendita sia stata conclusa tramite un agente o una stabile organizzazione del venditore in altro
Paese (nel qual caso si applicherà la legge di tale Paese).
Consigned Se un credito richiede la presentazione di un documento di trasporto multimodale “consigned to order of (named entity)”,
non deve indicare che la merce “are straight consigned to that named entity”.
Consorzi export L’argomento Consorzi export meriterebbe un trattato a se stante.
In questa sede ci riferiamo alle ultime disposizioni emanate per la loro attuazione.
Approvati i criteri per la concessione dei contributi ai Consorzi per l'internazionalizzazione, introdotti dal decreto Sviluppo (dl
83/2012), in sostituzione dei Consorzi export e dei Consorzi agroalimentari, turistico-alberghieri ed agro-ittico-turistici. A
fissare le modalità di accesso agli aiuti, il decreto ministeriale del 22 novembre 2012, pubblicato il 21 gennaio in Gazzetta ufficiale,
e il decreto direttoriale dell'11 gennaio 2013.
Tra i compiti dei nuovi Consorzi per l’internazionalizzazione: supportare la presenza delle piccole e medie imprese nei mercati esteri,
sostenere la diffusione internazionale dei prodotti e dei servizi delle Pmi,
contribuire all’importazione di materie prime e di prodotti semilavorati,
favorire la formazione specialistica per l’internazionalizzazione,
promuovere qualità e innovazione.
Ai consorzi possono associarsi una varietà di soggetti, dagli enti pubblici alle banche, passando per le grandi imprese. Soggetti
che, però, non possono beneficiare dei contributi statali, previsti fino a un massimo del 50% delle spese sostenute per le attività
promozionali realizzate a supporto dell’internazionalizzazione delle Pmi.
A fissare requisiti, criteri e modalità per l'accesso agli aiuti è il decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 22 novembre
2012, mentre il decreto direttoriale individua le spese ammissibili, le scadenze e i modelli per la presentazione delle domande di contributo.
In particolare, il progetto deve coinvolgere, in tutte le sue fasi, almeno cinque Pmi consorziate provenienti da almeno tre diverse
regioni italiane, appartenenti allo stesso settore o alla stessa filiera, con un’articolazione massima triennale.
Tra le iniziative finanziabili, fiere, show-room, incontri bilaterali, workshop e registrazione del marchio consortile, mentre il valore
del progetto deve essere compreso tra 50mila e 400mila euro.
Contratti a termine
E’ un contratto di acquisto o di vendita a scadenza, che permette di fissare nell'immediato il prezzo di un prodotto finanziario ad
una certa data nel futuro. Il contratto a termine è lo strumento classico per l’eliminazione totale del rischio; per contro elimina la possibilità di ottenere
extra profitti in caso di movimenti favorevoli del cambio.
Contratto internazionale
Con l’espressione “contratto internazionale” si fa riferimento a quei contratti tra due o più parti che contengano un qualche
elemento di estraneità rispetto all’ordinamento giuridico di un solo Paese: un contratto, ad esempio, le cui parti contraenti siano
persone fisiche o giuridiche di Paesi diversi, oppure stipulato tra parti che, pur avendo in comune una singola legge nazionale,
operano nel contesto spaziale e/o giuridico di Paesi diversi.
Nell’ambito di una convenzione internazionale, ai fini dell’applicazione della stessa, la definizione del contratto
internazionale può essere anche più circoscritta: ad esempio, ai fini dell’applicazione della Convenzione di Vienna sulla vendita
internazionale di beni mobili del 1980, è “internazionale” il contratto di vendita di merci concluso tra due parti aventi la loro
sede d’affari o stabilimento in due Stati differenti a prescindere, tra l’altro, dalla rispettiva nazionalità.
Contratto senza diritto Con una semplificazione accettabile, diremo che non si dà l’ipotesi di contratti disciplinati esclusivamente da norme
internazionali, non riconducibili all’ordinamento di alcuno Stato.
Nonostante le ardite creazioni di giuristi insigni che l’ipotizzano e ne teorizzano le problematiche, il contratto senza diritto
(nazionale) è, appunto, una teorizzazione con limitata rilevanza pratica: in altre parole, postularne l’esistenza serve limitatamente
nella risoluzione dei problemi quotidiani; meglio, dunque, adoperarsi attivamente nell’atmosfera più o meno rarefatta ove
si attenua l’ambito di efficacia del diritto interno in relazione a fattispecie con elementi di estraneità.
Convenzione di Ginevra del 1930
Le cambiali e i vaglia cambiari sono regolati a livello internazionale dalla Convenzione di Ginevra del 7 giugno 1930
(resa esecutiva in Italia con r. decr. legge 25 agosto 1932, n. 1130 e successive modifiche) recante una norma di conflitto e una
legge uniformi sulla cambiale e sul vaglia cambiario, nonché sul relativo diritto di bollo.
La Convenzione di Ginevra nella parte dedicata alla Bill of Exchange, al Capitolo 7 “Ricorso per non accettazione o non
pagamento”, all’ art. 43 stabilisce che il possessore del titolo di credito può esercitare il suo diritto di ricorso per il non
pagamento del titolo nei confronti dei giratari, del trassato e del traente (Drawer).
Lo stesso diritto può essere esercitato nei confronti di queste parti anche prima della scadenza del titolo nel caso di non
accettazione anche parziale, di insolvenza di diritto o di fatto del trassato.
Nella seconda parte della Convenzione, quella sulla Promissory Note, all’art.77 è stabilito che per quanto concerne il “mancato
pagamento si fa riferimento a quanto detto per la Bill of Exchange negli art. 43-50 del Title 1”. All’art. 78 si precisa infine che il
traente della Promissory Note (Maker) è obbligato come colui che accetta la BE.
Da queste considerazioni ne consegue che non essendo prevista nella Promissory Note la figura del “Drawer”, con questo tipo di
titolo di credito non si può esercitare una azione di ricorso per i casi previsti nei confronti dell’esportatore-traente (Drawer) come
nella Bill of Exchange. In una Promissory Note l’esportatore può solo comparire come giratario del titolo di credito.
Per quanto concerne il ruolo dell’esportatore come giratario della Bill of Exchange o della Promissory Note, in caso di sconto prosoluto
degli effetti da parte della banca, l’esportatore li gira prosoluto apponendo sul retro dell’effetto la frase:
pay to the order of ….. without recourse to us” seguito dalla firma del giratario.
Pertanto la tutela pro-soluto dell’esportatore come giratario di questi due mezzi di pagamento è coperta da questa clausola di non ricorso”.
E’ quindi importante in caso di Bill of Exchange, che il traente esportatore si tuteli verso la banca scontante inserendo nel
contratto di sconto una clausola dove vi sia ”l’impegno da parte del giratario a non esercitare l’azione di regresso cambiario nei
confronti del traente, e l’impegno ad ottenere analoga dichiarazione dagli altri soggetti ai quali l’operazione fosse in seguito ceduta”.
In sintesi, la finalità di questa indicazione è quella di evidenziare che con la Bill of Exchange il traente esportatore (Drawer) corre il
rischio di essere chiamato a pagare in un’azione di regresso cambiario, con la Promissory Note questo non può verificarsi.
Convenzione di Vienna Esiste un ampio spazio giuridico uniforme, che supera la frammentazione degli spazi giuridici nazionali, reso disponibile
grazie alla Convenzione di Vienna sulla vendita internazionale di beni mobili. Come indicato nel capitolo di contrattualistica
internazionale, si tratta di una convenzione di diritto materiale uniforme applicabile, ove la sua applicazione non sia esclusa espressamente dalle parti, ai
contratti di compravendita internazionale se i) le parti hanno sede in due Stati contraenti ovvero ii) in tutti i casi in cui le norme
di diritto internazionale privato portano all’applicazione della legge di uno Stato contraente. In caso di applicazione della
Convenzione di Vienna, le parti godono dunque di una disciplina uniforme che, per le materie coperte dalla Convenzione17,
prevale sulla normativa nazionale applicabile (secondo i criteri dettati dalle norme di diritto internazionale privato).
Secondo la Convenzione di Vienna, oltre all’obbligo di prendere in consegna la merce, l’acquirente ha l’obbligo di pagare il prezzo
concordato tra le parti, nel luogo pattuito, alla data pattuita e adottando tutte le misure eventualmente necessarie per l’effettuazione del pagamento.
In mancanza di pattuizione espressa tra le parti dunque circa il prezzo e le relative modalità di pagamento, supplisce, ove
applicabile, la Convenzione di Vienna che stabilisce i) criteri generali per determinare in particolare il prezzo, il luogo in cui il
pagamento deve essere effettuato dal compratore ed il momento in cui il pagamento deve avvenire nonché ii) i rimedi spettanti al
venditore in caso di inadempimento del compratore, compreso il diritto a richiedere il risarcimento del danno costituito dal danno
emergente e dal mancato guadagno (sia pure entro determinati limiti).
Correzioni
Le correzioni di dati in un documento di trasporto multimodale sono da autenticarsi. Le autenticazioni devono essere effettuate
dal carrier, dal master (captain) o da un loro “named agent”, che può essere diverso dall’agent che avrà emesso o firmato il
documento di trasporto multimodale. Le copie non negoziabili non necessitano di riportare le autenticazioni delle correzioni
effettuate sull’originale.
Costo addizionale al nolo
Se un credito stabilisce che non sono accettabili costi addizionali al nolo in un documento di trasporto multimodale, il documento
non deve riportare indicazioni attestanti che costi addizionali al nolo sono o saranno applicati.
I costi addizionali al nolo potrebbero anche essere segnalati indicando termini riferiti ai costi di caricamento e scaricamento
della merce come Free In (FI), Free Out (FO), Free In and Out (FIO) and Free In and Out Stowed (FIOS). I c.d. “demurrage costs” o i
detention costs” non costituiscono una indicazione di costi addizionali al nolo.
Credito confermato Per credito confermato s’intende il credito documentario assistito dall’impegno inderogabile assunto dalla banca confermante, che
si aggiunge a quello della banca emittente, di onorare e negoziare una prestazione conforme. Con la conferma, l’esportatore
neutralizza il rischio paese e il rischio banca, ben potendo affidarsi alla solvibilità, alla conoscenza e alla professionalità della
propria banca nazionale o di una primaria banca estera.
Credito di anticipazione o con Clausola rossa (red clause credit)
Credito documentario che consente al beneficiario di ottenere un anticipo, entro un predeterminato limite di importo, sulla
spedizione delle merci da approntare, mediante la presentazione di una semplice ricevuta; tale importo sarà poi detratto dalle
somme richieste per il pagamento, in fase di presentazione dei  documenti inerenti la spedizione. In origine, la condizione
anticipativa veniva annotata con inchiostro rosso sul testo del credito documentario, (da qui, la denominazione red clause), ed
era particolarmente utilizzata nelle importazioni di lana dall’Australia, dove gli operatori locali, beneficiari del credito
documentario, dovevano necessariamente versare un deposito cauzionale per poter partecipare alle aste periodiche che si
imbandivano per l’aggiudicazione della merce. La red clause evitava quindi immobilizzi finanziari, a volta anche rilevanti, a
carico del beneficiario fermo restando la rischiosità finanziaria dell’operazione per l’ordinante, il quale tuttavia, si trovava ad
operare in un mercato ristretto nelle mani di pochi intermediari, la cui reputazione era per lo più già nota.
Credito in Islam I Paesi dell’Islam proibiscono la c.d. “riba” (traducibile con usura o aumento). Alcuni ordinamenti tra cui
Italia, Spagna, Francia dispongono di leggi anti-usura che indicano le soglie massime oltre le quali la misura del tasso di interesse
diviene illecita; inoltre, nei Paesi di common law, i giudici potrebbero non riconoscere validità alle clausole che prevedano
interessi moratori fissati in misura eccedente il danno e possano dunque essere considerati punitivi (punitive damages).
Credito rotativo (revolving credit)
Un credito rotativo rappresenta quella tipologia di credito che prevede un ripristino automatico dell’importo originario del
credito dopo l’utilizzo con l’assunzione dell’impegno, da parte della banca emittente, della banca designata e/o confermante di
rinnovare, di volta in volta, l’impegno ad effettuare la prestazione concordata, senza che debbano essere apportate modifiche al
credito stesso: in tal modo l’importo, automaticamente ripristinato, viene messo a disposizione del beneficiario per un
determinato numero di volte, che dovranno essere previste nel credito stesso.
Il credito rotativo può essere:
· cumulativo: quando il mancato utilizzo di uno degli importi permette, comunque, di utilizzare gli stessi, ossia di addizionarli,
alla tranche successiva; ciò dovrà essere espressamente previsto nel credito;
· non cumulativo: qualora una tranche non viene utilizzata, non potrà essere cumulata negli utilizzi successivi.
Questa tipologia di credito presuppone un contratto tra il compratore e il venditore, dove sia previsto un certo numero di
forniture suddivise nel tempo e consente al compratore di spuntare sul mercato condizioni a lui più favorevoli e ripartire le
spedizioni secondo una pianificazione delle consegne; al venditore di definire subito un contratto a medio/lungo termine,
pianificare la produzione e, quindi, le consegne. Entrambi, inoltre, potranno, così, ridurre le commissioni bancarie e i tempi di
gestione amministrativa.
Credito sussidiario o controcredito (back to back credit)
Credito documentario che assume la forma di strumento di finanziamento all’export e che viene utilizzato nei rapporti di
subfornitura. In particolare, questo tipo di credito documentario prevede la possibilità che la banca designata su ordine del
beneficiario di un credito irrevocabile, disponga l’apertura di un nuovo credito a favore di un secondo beneficiario. il c.d. back to
back, per l’acquisto di merci, che, generalmente, sono oggetto del credito base. In questo modo il beneficiario può ottenere dalla
banca, presso la quale è pagabile in suo favore il credito documentario emesso dal compratore (ordinante), l’apertura di
un secondo credito documentario in favore del produttore della merce. Questo comporta la nascita di due crediti documentari
correlati ed interdipendenti, da un punto di vista strettamente economico, ma distinti e autonomi da un punto di vista giuridico,
poiché il controcredito (il back to back credit), a differenza del credito trasferibile, non risulta in alcun modo assoggettato alle
condizioni del credito base: la valuta, i documenti, ecc., possono, infatti, essere differenti. Inoltre, contrariamente a quanto avviene
per il credito trasferibile, dove il trasferimento non implica una specifica concessione di linea di credito da parte della banca
trasferente (ad eccezione del trasferimento con conferma), la banca disporrà l’apertura di un credito back to back soltanto in
presenza di sufficienti garanzie che consentano di realizzare l’operazione senza alcun rischio: poiché in tal caso non sussiste
alcun nesso di funzionalità tra i 2 crediti (credito base e controcredito), il controcredito potrà essere emesso solo a fronte
della valutazione dei requisiti patrimoniali e di solidità dell’esportatore/primo beneficiario.
Credito trasferibile Se un credito è trasferibile il venditore (primo beneficiario) ha la facoltà di chiedere alla banca designata di rendere utilizzabile la
garanzia, in tutto o in parte, a uno o più soggetti terzi (secondo/i beneficiario/i). Il ricorso a questo tipo di strumento si realizza in
presenza di sub-forniture, ovvero nel caso in cui il beneficiario si rivolga a terzi per approvvigionarsi delle merci oggetto
dell’esportazione. Il credito oggetto della prima transazione (credito trasferibile) permette di regolare/finanziare la seconda
transazione (credito trasferito), che è strumentale alla prima. Le parti coinvolte nel trasferimento del credito sono: l’ordinante
(importatore), il primo beneficiario (intermediario) e il secondo beneficiario (esportatore).
Il credito documentario trasferibile può, quindi, essere considerato come uno strumento di finanziamento
all’esportazione, tenuto conto che il primo beneficiario può ottenere la fornitura evitando l’immobilizzo di propri mezzi
finanziari (salvo che il trasferimento avvenga con conferma), offrendo in contropartita ai fornitori, la cessione parziale dei
diritti e delle prestazioni previste dalla garanzia. Affinché si possa dar corso al trasferimento di un credito documentario è
indispensabile il rispetto di alcuni requisiti: il credito documentario deve essere espressamente denominato
trasferibile” dalla banca emittente (art. 48 NUU 500/93); può essere trasferito una sola volta: ciò significa che è ammesso il
trasferimento parziale, a favore di più beneficiari, ma non quello verticale, ovvero non può essere trasferito dal secondo
beneficiario ad un terzo beneficiario; Il credito trasferito deve riflettere pedissequamente tutti i termini e le condizioni indicate nel credito originario.
Le uniche variazioni che possono essere apportate dal primo beneficiario riguardano:
· il nome dell’ordinante (sostituito con l’indicazione del primo beneficiario, salvo che il credito richieda che il nome dell’ordinante debba apparire espressamente nei documenti)
· l’importo del credito
· gli eventuali prezzi unitari in esso indicati,
· la data di scadenza,
· il termine ultimo per la presentazione dei documenti,
· il periodo per la spedizione.
Salvo che il trasferimento avvenga con conferma, la banca trasferente avrà la facoltà ma non l’obbligo di eseguire la
prestazione prevista dal credito trasferito, sebbene in presenza di documenti conformi presentati dal secondo beneficiario. Nel caso
in cui la banca trasferente decida di non effettuare la prestazione, il secondo beneficiario pur avendo adempiuto alla prestazione
prevista dal credito trasferito, si potrebbe trovare nella paradossale situazione di non incassare il valore delle merci
esportate per ragioni non ascrivibili al rischio banca o paese, ma all’effetto trascinamento causato dal mancato pagamento di
documenti irregolari presentati dal primo beneficiario in utilizzo del credito originario, le cui riserve non siano state accettate
dall’ordinante. Il secondo beneficiario ricevuto il credito trasferito, e verificati i termini della garanzia, provvederà a
spedire le merci, presentando i documenti presso la banca trasferente al fine di ottenerne l’incasso. La banca trasferente, a
ricezione dei documenti, contatterà il primo beneficiario per conoscere se egli intende avvalersi o meno del diritto di
sostituzione delle fatture emesse dal secondo beneficiario. Nella maggioranza dei casi, il primo beneficiario presenterà i suoi
documenti in sostituzione di quelli emessi dal secondo beneficiario richiedendo il pagamento alle condizioni fissate nel
credito originario. Successivamente, a ricezione dei fondi dalla banca emittente, la banca designata accrediterà il margine di
intermediazione al primo beneficiario, provvedendo contestualmente a trasferire la parte residua al secondo
beneficiario in base alle istruzioni da esso ricevute. Per completezza d’informazione, va evidenziato che esiste la
possibilità per l’intermediario/primo beneficiario di celare, sia al fornitore che al compratore, l’esistenza del rapporto di
subfornitura. In tal caso le condizioni del credito documentario aperto dalla banca emittente dovranno prescrivere che il nome
dell’ordinante o riferimenti ad esso riconducibili non appaiano sui documenti ad eccezione della fattura, e che non vi sia
l’indicazione di marche di spedizione o altri documenti (per esempio, il manufacturer certificate) da cui sia possibile
desumere l’origine effettiva della merce.
Criteri generali per l’esame dei documenti
Al fine di produrre una Bill of Lading conforme, di rispettare le indicazioni dell’art. 14 UCP 600 ICC che riporta i “Criteri generali
per l’esame dei documenti”. L’art. 14 al punto k) segnala che “il caricatore o mittente delle merci indicato su un qualunque
documento può non essere il beneficiario del credito” e ciò, evidentemente, vale anche per la Bill of Lading.
Data di emissione La data di emissione della Bill of Lading sarà considerata data di spedizione della merce. Tuttavia, qualora il documento indichi,
mediante stampigliatura o annotazione, una on-board notation indicante una data spedizione, tale data sarà considerata data di
spedizione.
DDP Reso sdoganato
Con la resa DDP il venditore effettua la consegnamettendo la merce a disposizione del compratore, sdoganata all'importazione
e non scaricata dal mezzo con cui vi è stata trasportata, nel luogo di destinazione convenuto.Il venditore deve sopportare le spese e
i rischi relativi altrasporto della merce in detto luogo, comprese tutte leincombenze doganali da sostenere ove occorra, per l'importazione nel paese di destinazione.
DDU Reso non sdoganato
Con la resa DDU il venditore effettua la consegna mettendo la merce a disposizione del compratore, non sdoganata
all'importazione e non scaricata dal mezzo con cui vi è stata trasportata, nel luogo di destinazione convenuto, ed eccezione di
tutte le incombenzedoganali, da sostenere, ove occorra, per importazionedel paese di destinazione.
Tali incombenze doganali sono a carico del compratore; fanno carico a quest'ultimo anche le spese e i rischicausati dal fatto che
egli ometta di sdoganare la merce all'importazione in tempo.
DEQ Reso banchina
Il venditore effettua la consegna mettendo la merce,non sdoganata all'importazione, a disposizione delcompratore sulla
banchina nel porto di destinazioneconvenuto. Il venditore deve sopportare tutte le spese e rischi inerenti al trasporto della merce fino al porto didestinazione e al relativo
scaricamento sulla banchina(molo).
Nel DEQ lo sdoganamento della merce all'importazionee il pagamento delle formalità, diritti, tasse e altri onericui possa
essere soggetta la merce per il fattodell'importazione sono a carico del compratore.
DES Reso ex ship
Nell'Ex Ship il venditore effettua la consegna mettendola merce, non sdoganata all'importazione, adisposizione del compratore a
bordo della nave nelporto di destinazione convenuto. Il venditore deve sopportare tutte le spese ed i rischirelativi al
trasporto della merce fino al porto didestinazione convenuto, prima dello scaricamento.
Descrizione delle merci Nei documenti diversi dalla fattura commerciale, la descrizione delle merci, dei servizi o di altre prestazioni, se riportata, può
essere fatta utilizzando espressioni generiche che non siano incompatibili con la descrizione del credito. Dunque, la
descrizione della merce riportata nel documento in esame può
non essere identica a quella del credito, a patto che non sia incompatibile con essa. Viene inoltre precisato - al punto j) - che
non è necessaria l’esatta corrispondenza degli indirizzi del beneficiario o dell’ordinante tra i documenti presentati e ciò che
è riportato nel credito documentario, ma devono indicare lo stesso Paese che appare nei rispettivi indirizzi presenti nel
credito. Tutti gli elementi di «contatto» (nr. telefono, telefax ecc.) quando fanno parte dell’indirizzo del beneficiario o dell’ordinante
non saranno presi in considerazione.
Tali elementi di contatto devono però essere riportati nelle caselle “consignee” o nell’ambito del “notify party” quando è
necessario presentare un documento di trasporto disciplinato dagli articoli dal 19 al 25 UCP 600 e dunque anche nel documento
di trasporto multimodale.
L’art. 14 al punto k), infine, segnala che “il caricatore o mittente delle merci indicato su un qualunque documento può non essere
il beneficiario del credito” e ciò, evidentemente, vale anche per il documento di trasporto multimodale.
Disciplina giuridica Credito Documentario
Sul piano normativo, il credito documentario è scarsamente disciplinato nell’ambito degli ordinamenti nazionali. Sviluppatesi
nella prassi degli scambi internazionali, le regole e gli usi relativi al credito documentario furono raccolti ed elaborati negli Stati Uniti
nei primi anni venti; negli anni ‘30 la Camera di commercio internazionale35 emanò le prime
Norme ed Usi Uniformi relativi ai crediti documentari” (c.d. Regole di Vienna”) che vennero adottate dalla maggior parte dei
Paesi europei ed extraeuropei.
Nel corso dei decenni, fino ai giorni d’oggi, le regole ed usi uniformi della Camera di commercio internazionale hanno subito
diverse evoluzioni con l’evolversi delle prassioperative, bancarie, dei sistemi di trasporto e delle nuove tecnologie. L’ultima
versionedelle Norme ed usi uniformi (NUU) relative ai crediti documentari, è quella delle NUU 600,pubblicate dalla CCI
nell’ottobre 2006 ed entrate in vigore a partire dal 1 luglio 2007 (insostituzione delle precedenti NUU 500 in vigore dal 1994)36.
Occorre sottolineare che le Norme ed Usi Uniformi della CCI non sono di per séobbligatorie se non nella misura in cui
l’ordinamento statuale le riconosca come clausole d’uso o nella misura in cui esso riconosca agli usi il valore di fonte normativa.
Secondola giurisprudenza italiana le clausole d’uso valgono tra le parti ad un contratto solo se, enella misura in cui, esse vengano
richiamate dalle parti stesse assumendo così un valorenegoziale e, dunque, vincolante per dette parti, subordinatamente sempre
alle normeinderogabili di origine nazionale o internazionale.
Documenti connessi al Credito Documentario
Le nuove NUU 600 analizzano i documenti principali generalmente indicati nel creditodocumentario, riportandone
anche le caratteristiche essenziali: si tratta ad esempio della fattura, della packing list (ossia la distinta della merce), dei
documenti di trasporto (aseconda delle modalità di trasporto, si avrà il documento di trasporto combinato, lapolizza di carico
marittima – bill of lading, la polizza di carico aerea, la lettera di vettura per trasporto su strada – CMR), del certificato di presa in
carico della merce da parte dellospedizioniere, dei documenti di origine (certificato di origine, Form A, Eur 1), deicertificati di
ispezione della merce.
Occorre pertanto che, in fase di negoziazione del contratto di compravendita, talidocumenti vengano pattuiti facendo estrema
attenzione alle effettive modalità ditrasporto e consegna della merce concordate tra le parti ed alle caratteristiche di
ciascundocumento indicate nelle NUU 600: il termine di resa, ossia il termine concordato per iltrasporto della merce,
determinerà anche la disponibilità in capo al venditore dei relatividocumenti di consegna e trasporto; pertanto, per evitare
rischi di errata interpretazionedelle previsioni relative alla consegna della merce si raccomanda di far uso degli
IncotermsCCI40 (ossia dei termini di resa della Camera di commercio internazionale), scegliendoaccuratamente il termine
di resa più adeguato al caso specifico. Generalmente, ad esempio, si sconsiglia di pattuire il pagamento a mezzo di credito
documentario in caso diresa della merce EX Works, ossia franco fabbrica, dato che il venditore non dispone in talcaso dei
documenti comprovanti la consegna della merce all’acquirente.
Documento di trasporto multimodale
Documento che attesta l’esistenza di un contratto di trasporto multimodale e può essere emesso in forma negoziabile o in forma
non negoziabile oppure indicare nominativamente il destinatario.
Le indicazioni apposte in tale documento fanno fede, fino a prova contraria, della presa in carico da parte dell'Operatore di
trasporto multimodale delle merci in esso descritte, a meno che sul testo stampato del documento non figuri (o non sia stata
aggiunta) un'indicazione contraria del genere "pesato, riempito e controllato dal caricatore", "contenitore riempito dal caricatore"
o altra espressione similare. Un documento di trasporto multimodale (Art. 19 UCP 600 ICCLe UCP 600 ICC), comunque
denominato, deve:
riportare il nome del carrier ed essere firmato “by The carrier or a named agent for or on behalf of the carrier, or The master or a
named agent for or on behalf of the master.“ Qualsiasi firma del carrier, del master o dell’agente deve essere identificata come
tale. Se firma un agente, è necessario indicare se l’agente firma per conto del carrier o per conto del master
indicare che “the goods have been dispatched, taken in charge or shipped on board at the place stated in the credit”, a mezzo di
una indicazione prestampata o un timbro o una “notation” riportando la data in cui la merce è stata spedita, presa in carico o
shipped on board” indicare il luogo di invio, presa in carico o spedizione e il luogo di destinazione finale stabiliti dal credito anche se o il documento di
trasporto indica, in aggiunta, un diverso luogo di invio, presa in carico o spedizione o destinazione finale o il documento di
trasporto contiene l’indicazione “previsto” (intended) o espressione simile riferita alla nave, al porto di caricazione o al
porto di scaricazione essere costituito da un documento di trasporto in un unico originale o, se emesso in più originali, dal set completo, come
riportato nel documento di trasporto indicare i termini e le condizioni del trasporto o far riferimento a una fonte esterna che faccia riferimento a tali termini e
condizioni. Il contenuto dei termini e delle condizioni non dovrà essere esaminato dalle banche non deve contenere alcuna indicazione di essere soggetto a
charter party” (contratto di noleggio) può indicare che un trasbordo sarà o potrà essere effettuato a  patto che l’intero trasporto sia coperto da un unico documento di
trasporto. Un documento di trasporto multimodale indicante che il trasbordo sarà o potrà essere effettuato è accettabile anche se
il credito proibisce i trasbordi la data di emissione del documento di trasporto sarà considerata
data di invio, presa in carico o caricazione a bordo e data di spedizione. Tuttavia, qualora il documento indichi, mediante
stampigliatura o annotazione, una data di presa in carico o caricazione a bordo, tale data è da considerarsi data di spedizione.
Si consiglia di rispettare le indicazioni dell’art. 14 UCP 600 ICC che riporta i “Criteri generali per l’esame dei documenti”.
Drawee Esportatore che spicca la tratta Drawer Esportatore traente nella Bill of exchange EBF European Banking Federation
Etichettatura intra UE REGOLAMENTO (CE) N. 607/2009 DELLA COMMISSIONE
del 14 luglio 2009recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda
le denominazioni di origine protette e le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la
presentazione di determinati prodotti vitivinicoli EXIAR Export Credit Agency Russa
EXW Franco fabbrica Con la Resa Franco Fabbrica si intende che ilvenditore effettua la consegna mettendo la merce adisposizione del compratore nei
propri locali o in altro luogo convenuto (stabilimento, fabbrica, deposito, ecc.)non sdoganato per l'esportazione e non caricata
sulmezzo di prelevamento.
Questo incoterm comporta il livello minimo diobbligazioni per il venditore mentre il compratore devesopportare tutte le spese e i
rischi per prelevare lamerce da detti locali.
FAD Reso frontiera
Con la resa FAS il venditore effettua la consegnamettendo la merce sottobordo della nave nel porto diimbarco convenuto.
Il compratore deve conseguentemente sopportare tuttele spese ed i rischi di perdita o di danni alla merce apartire da quel momento.
Si intende quindi che lo sdoganamento della merce all'esportazione è a carico del venditore.
FAS Franco lungo bordo
Con la resa FAS il venditore effettua la consegnamettendo la merce sottobordo della nave nel porto diimbarco convenuto.
Il compratore deve conseguentemente sopportare tuttele spese ed i rischi di perdita o di danni alla merce apartire da quel momento.
Si intende quindi che lo sdoganamento della merce all'esportazione è a carico del venditore.
FCA Franco vettore
Con la resa FCA si intende che il vettore effettua la consegna rimettendo la merce, sdoganataall'esportazione, al vettore
designato dal compratore,nel luogo convenuto. Si faccia particolare attenzione alfatto che il luogo scelto per la consegna è
determinanteai fini delle operazioni di caricamento e scaricamentodella merce in detto luogo.
Se la consegna viene effettuata nei locali del venditore,quest'ultimo è responsabile del caricamento. Se laconsegna viene effettuata in altro luogo, il venditore nonè
responsabile dello scaricamento.
Fidejussione
Nella fideiussione, il garante assume un impegno c.d. accessorio.
Ciò vuol dire che l’obbligazione digaranzia esiste nei limiti in cui sussiste l'obbligazione garantita ed è valida solo se è valida
l'obbligazioneprincipale; pertanto, il fideiussore può opporre al beneficiario tutte le eccezioni che al beneficiario avrebbepotuto
opporre il debitore principale. Ciò aumenta per il venditore il rischio di contestazioni circa il propriocredito e spiega la
preferenza per forme di garanzia bancaria a prima richiesta.
Fiere all’estero L'invio di beni per esposizione in fiere organizzate in Stati membri comunitari comporta la tenuta di uno specifico registro, sulla cui
utilizzazione non tutti gli operatori nazionali sembrano adeguatamente informati.
La normativa di riferimento è rappresentata dall'art. 50, comma 5, del D.L. n. 331/1993, ai sensi del quale "i movimenti relativi a
beni spediti in altro Stato della Comunità economica europea o a questo provenienti in base ad uno dei titoli non traslativi di cui
all'art. 38, comma 5, lettera a), devono essere annotati in apposito registro, tenuto e conservato a norma dell'art. 39 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633".
I trasferimenti di beni cui si riferisce la norma, in sostanza, sono quelli connessi ai "regimi sospensivi" che disciplinano le situazioni
in cui le movimentazioni fisiche dei beni, sia strumentali sia costituenti oggetto di vendita, non comportano alcun fenomeno
traslativo del diritto di proprietà.
L'art. 38, comma 5, lett. a), del D.L. n. 331/1993 stabilisce che non costituisce acquisto intracomunitario l'introduzione nel territorio
dello Stato dei seguenti beni:
1. beni oggetto delle operazioni di perfezionamento o di manipolazioni usuali ai sensi, rispettivamente, dell'art. 1, c. 3, lett.
h), del Regolamento del Consiglio delle Comunità europee 16 luglio 1985, n. 1999, e dell'art. 18 del Regolamento dello stesso
Consiglio 25 luglio 1988, n. 2503 (se i beni sono successivamente trasportati o spediti al committente, soggetto passivo d'imposta,
nello Stato membro di provenienza o per suo conto in altro Stato membro)
2. beni temporaneamente utilizzati per l'esecuzione di prestazioni
3. beni che, se importati, beneficerebbero dell'ammissione temporanea in esenzione totale dai dazi doganali.
Nella variegata casistica della categoria di beni indicata al punto n. 3 rientrano anche i beni destinati ad essere presentati o
utilizzati in occasione di esposizioni, fiere e manifestazioni.
L'invio di beni merce o di beni strumentali in una fiera tenuta in uno Stato membro comunitario rientra, quindi, fra i
trasferimenti in regime sospensivo oggetto di annotazione nel registro di cui all'art. 50 del D.L. n. 331/1993.
First original
Un documento di trasporto multimodale deve riportare il numero di originali in cui è stato emesso. Le indicazioni “First Original”,
Second Original”, “Third Original”, “Original”, “Duplicate”, Triplicate” o espressioni similari, sono tutti sinonimi di originale.
Un documento di trasporto multimodale non deve riportare indicazioni in merito allo stato difettoso delle merci o del loro
imballaggio. Una clausola del tipo “packaging is not sufficient for the sea journey” rende il documento “unclean” e dunque
discordante. Può essere invece accettata una clausola del tipo packaging may not be sufficient for the sea journey”.
FOB Franco a bordo
Con la resa FOB il venditore effettua la consegna quando la merce supera la murata della nave nel porto di imbarco convenuto. Il
compratore deve conseguentemente sopportare tutte le spese ed i rischi di perdita o di danni alla merce a partire da quel momento.
Nel FOB lo sdoganamento della merce all'esportazione è a carico del venditore.
Formato internazionale della “Promissory Note” e della “Bill of Exchange”
Gli usi del commercio internazionale hanno codificato negli anni dei formati standard di questi strumenti. La lingua utilizzata è
l’inglese. Oltre ai normali requisiti del titolo di credito quali la data, il luogo di emissione, la promessa o l’impegno di
pagamento, la scadenza, il nome del traente e del trassato, il nominativo del beneficiario esportatore (to the order of ….)
l’importo in cifre ed in lettere, la banca sul quale è domiciliato l’effetto, vi sono alcune clausole particolari, comuni ai due
formati: “for value received” trova giustificazione nei principi di common law” sulla “Consideration” per i quali il pagamento di
un corrispettivo è a fronte di una prestazione di merci o servizi. La clausola attesta che si tratta di una operazione commerciale.
Effective payment to be made in….” attesta che alla scadenza il pagamento sarà fatto nella divisa stabilita ed indicata nell’effetto
e non in altra divisa alternativa.
Without deduction for and free of any taxes, impost, levies or duties present or future of any nature” è un elenco di voci quali:
imposte, tasse, tributi, imposte e dazi di qualsiasi natura, presenti o futuri, il cui importo equivalente non dovrà essere dedotto
dall’importo dovuto a scadenza.
This Promissory Note o Bill of Exchange is payable at…..” è l’indicazione della banca dove è pagabile il titolo di credito.
Nella “Promissory Note" l’emittente è il debitore/compratore: in alcuni formati standard è definito anche “maker”. La “Promissory
Note” è emessa dal debitore/compratore e quindi in questo titolo di credito non compare la figura dell’esportatore traente
(Drawer) e non è prevista l’accettazione del debitore. Questo aspetto di differenziazione è rilevante.
Nella "Bill of Exchange" appare invece la figura del “Drawer”: ovvero l’esportatore che spicca la tratta che viene accettata
dall’importatore (Drawee) cioè il trassato.
Forme di pagamento Il venditore dovrà stabilire la forma di pagamento più adeguata al caso specifico tenendo conto dell’ambito giuridico in cui si situa il
contratto e dei diversi fattori di rischio.
Con riferimento al fattore temporale, il pagamento può essere situato in tre diversi momenti, in relazione alla consegna da parte del venditore e/o alla presa
in consegna della merce da parte del compratore. Si parla pertanto di pagamento Anticipato Se effettuato parzialmente o integralmente al momento dell’ordine
o, in ogni caso, prima della spedizione o consegna della merce all’acquirente.
Contestuale se effettuato al momento della consegna della merce Posticipato se effettuato dall’acquirente dopo il ricevimento della merce
Freight collect L’indicazione “freight payable at destination”, può essere riportata come “freight collect”.
Garanzia bancaria Le garanzie bancarie internazionali possono costituire un valida alternativa al credito documentario, soprattutto in due casi:
mercati restii all’utilizzo del credito documentario nelle relazioni commerciali in cui i rapporti di forza non sono a favore dell’esportatore.
La natura della prestazione della banca garante - eventuale rispetto a quanto accade invece nel credito documentario - rende
più agevole l’operazione senza compromettere l’elemento che più sta a cuore all’esportatore: la pronta risoluzione e la sicurezza dell’incasso.
Il termine “garanzia bancaria” genera spesso confusione in quanto con tale espressione ci si può riferire ad istituti che,
seppur apparentemente simili e diretti a svolgere la stessa funzione, possono avere caratteristiche diverse e, soprattutto,
avere una struttura giuridica che diverge completamente. È importante quindi, a prescindere dalla
denominazione, comprendere la struttura giuridica di riferimento, il contenuto obbligatorio e le modalità operative di
una garanzia bancaria, al fine di poter riuscire, di volta in volta, ad individuare in quale “modello” inquadrare lo strumento
proposto/utilizzato.
Bisogna essere certi della natura della prestazione promessa dalla banca garante che potrebbe essere sia accessoria (l’esempio
classico è quello della fideiussione bancaria secondo il diritto italiano) sia autonoma, cioè svincolata dal contratto
(l’obbligazione del garante sorge direttamente nei confronti del beneficiario).
Soltanto in caso di contratto autonomo di garanzia quindi il beneficiario è realmente sicuro di riuscire ad ottenere, senza
complicazioni ulteriori, il pagamento da parte della banca.
Il contratto autonomo di garanzia è quel contratto attraverso il quale un soggetto, garante, si obbliga direttamente nei confronti
di un beneficiario, al pagamento di una somma predeterminata nel caso in cui si verifichi un determinato evento, cioè il mancato
o inesatto adempimento dell’obbligazione del debitore principale.
Nonostante la menzione del rapporto principale non si configura una garanzia con il vincolo dell’accessorietà come in precedenza
visto per la fideiussione ma, all’opposto, la prestazione è totalmente svincolata, autonoma appunto, in quanto il rapporto
obbligatorio nasce direttamente tra il garante ed il beneficiario ed è verso quest’ultimo che si crea il vincolo obbligatorio della
banca. Sulla base di una semplice richiesta di pagamento inoltrata dal beneficiario al garante, ove si manifesti l’inadempimento (o
adempimento inesatto, o parziale, a seconda dei casi) il garante verserà al beneficiario la predeterminata somma (totale o
parziale) di cui all’obbligazione assunta al momento dell’emissione della garanzia.
Come tutelarsi senza compromettere il rapporto con il cliente?
Nella pratica commerciale le esigenze commerciali/economiche di entrambe le parti tendono a prevalere sulle ragioni del diritto e
tale aspetto rappresenta una costante nelle mente degli imprenditori. La richiesta di una dilazione di pagamento da parte
dell’acquirente, la natura della relazione commerciale che comporta forniture ripetute nel tempo, l’esigenza di realizzare i
volumi target sono tutti elementi che, con il consolidarsi della relazione commerciale, portano nel tempo ad abbandonare le
precauzioni iniziali sul rischio di credito in funzione del mantenimento della relazione commerciale con il cliente.
Si badi bene in proposito come molti insoluti non provengano da controparti sconosciute o che acquistano saltuariamente, bensì
proprio da controparti con le quali il rapporto commerciale era abbastanza consolidato. Spesso il pagamento inizialmente
concordato a mezzo credito documentario viene abbandonato o in funzione di un accresciuto grado di reciproca fiducia o perché
ritenuto eccessivamente oneroso per l’acquirente. Altra ipotesi ricorrente è quella di un distributore che richiede plafond
(affidamenti) più elevati in funzione della promessa di aumentare la quota di prodotti acquistati, oppure in presenza di momenti di crisi nel mercato di riferimento.
In molti di questi casi, si può pensare di strutturare l’operazione utilizzando, a copertura del rischio di credito, lo strumento
garanzia bancaria avente validità un determinato periodo (solitamente l’intero anno solare) e che tenda a coprire
molteplici forniture (che prevedono il pagamento posticipato) fino a un determinato importo, corrispondente, in
tutto o in parte, all’eventuale plafond concesso.
La garanzia in oggetto dovrà consentire l’escussione parziale e risultare incondizionata, cioè contenente laclausola del
pagamento a “prima richiesta”. In tal modo la gestione della relazione commerciale diviene molto più flessibile rispetto alle
operazioni regolate a mezzo credito documentario.
L’esportatore conosce sin dal principio qual è il limite massimo di forniture (o meglio gli importi) da poter effettuare al riparo da
rischi, e qualora l’analisi della situazione finanziaria del debitore abbia esito negativo può decidere di: concedere all’acquirente
ulteriore dilazione consentendo il rientro dai pagamenti scaduti (comunque entro la data di scadenza della garanzia), pretendere
condizioni di pagamento diverse per la prosecuzione delle forniture, sospendere le forniture.
Utilizzando una simile strategia l’esportatore può cautelarsi  preventivamente dall’insoluto e contemporaneamente valutare
se concedere un ulteriore periodo al proprio cliente/acquirente per consentirgli di affrontare momentanee crisi di liquidità (se di
questo si tratta), mostrando comprensione edevitando di incrinare il rapporto commerciale. In tal modo è possibile evitare
sin dal principio l’affannosa fase dell’ottenimento di un piano di rientro per pagamenti scaduti che spesso altro non è che la fase
immediatamente precedente all’insolvenza qualora i ritardi dei pagamenti siano dovuti a cause diverse dalla momentanea crisi di liquidità del debitore.
Un altro esempio di utilizzo alternativo delle garanzie bancarie è dato da tutti i casi in cui, a prescindere se si tratti di molteplici
forniture piuttosto che di una singola vendita, gli equilibri di forza contrattuale non consentono al venditore di poter pretendere il
pagamento anticipato, l’ottenimento di elevate percentuali dell’importo totale a titolo di acconto o l’emissione in proprio
favore di una lettera di credito.
In tali casi lo scopo non sarà quello di ottenere la certezza dell’incasso, ma di tendere ad ottenere una garanzia bancaria di
importo minore del totale della fornitura e finalizzata alla copertura dei costi. Sostanzialmente in tali casi l’esportatore
tenderà a rischiare il proprio margine o comunque ad essere sicuro di riuscire a coprire almeno parte dei costi (di solito almeno
quelli derivanti dal credito verso i propri fornitori).
Altre volte infine si tratta di porre in essere una strategia di avvicinamento alle esigenze della controparte, evitando da parte
di quest’ultima l’impegno di notevoli risorse finanziarie tramite l’utilizzo di garanzie bancarie di importo minore rispetto
all’importo della fornitura, specie in un momento come quello attuale in cui l’erogazione del credito bancario sta subendo una
progressiva riduzione, ma comunque cercando dilimitare gli effetti negativi di eventuali insoluti.
Gli esempi sopra riportati non sono altro che alcune delle possibilità offerte dall’utilizzo delle garanzie bancarie, potendo gli
operatori di volta in volta, sulla base della struttura dell’operazione commerciale, nonché dell’analisi sia dei profili di
rischio sia delle condizioni finanziarie di entrambe le parti, trovare il giusto compromesso tra le esigenze di cautela del venditore e
quelle del compratore (di dilazione piuttosto che fidi bancari limitati).
Sarà importante tuttavia, come richiamato sopra, sempre tener conto delle caratteristiche giuridiche della garanzia bancaria
utilizzata evitando ogni condizione che consenta, al debitore o alla banca garante, di sollevare eccezioni in merito alla pretesa
del garantito in fase di escussione.
A tale scopo si raccomanda di utilizzare garanzie bancarie soggette all’applicazione delle Norme ICC di riferimento
(Pubblicazione URDG 758) per definizione autonome rispetto al contratto oppure, qualora questo non sia possibile, valutare con
attenzione il testo della garanzia per accertarsi preventivamente se, secondo la legge applicabile alla garanzia, questa possa essere
considerata autonoma o meno.
Guarantee of letter of credit
Documento con cui l’importatore si impegna, nei confronti della banca emittente, a fornire i fondi per i pagamenti che saranno
effettuati a fronte degli utilizzi.
D/P documents against payment
Incasso documentario contro pagamento CAD cash against
Incasso documentario con il debitore che paga e riceve i documents documenti relative alla merce Incasso documentario transnazionale e l’incasso semplice
L’incasso documentario è la forma di pagamento attraverso la quale il venditore conferisce alla propria banca mandato di
incassare dall’acquirente l’importo della fornitura (o di raccoglierne l’accettazione su cambiale tratta o pagherò) e di
consegnare all’acquirente i documenti commerciali con i quali sdoganare e ritirare la merce. In generale, nell’incasso
documentario i documenti commerciali viaggiano separatamente dalla merce, tramite banca, accompagnati da un documento
denominato “istruzioni d’incasso”, che contiene le modalità cui le banche coinvolte nell’operazione dovranno attenersi nel dare
esecuzione al rispettivo mandato. La banca si impegna dunque a verificare ed inoltrare i documenti ma non assume alcun impegno
autonomo di pagamento nei confronti del creditore, come invece nel credito documentario.
A seconda delle modalità, l’incasso documentario assume principalmente le seguenti forme:
- documenti contro pagamento (“documents against payment”, in sigla D/P oppure “cash
against documents” in sigla CAD) - il debitore paga e riceve i documenti relativi alla merce.
- documenti contro accettazione (“documents against acceptance”, in sigla D/A) - il debitore riceve i documenti relativi alla merce se accetta una
cambiale tratta (draft e/o bill of exchange) o sottoscrive un pagherò cambiario,
eventualmente provvisti di avallo o garanzia bancaria, ovvero fornisce una ricevuta fiduciaria (trust receipt)30. Pertanto, il
pagamento per il creditore risulta ulteriormente posticipato rispetto alla data di consegna della merce.
Infine, si parla di incasso semplice (“clean collection”) in caso di utilizzo di documenti finanziari quali la cambiale tratta (“bill of
exchange”). Nella forma di incasso semplice (“clean collection”), infatti, i documenti commerciali relativi alla merce non vengono
inviati alla banca incaricata dell’operazione ma direttamente alla controparte e quindi vengono presentati all’incasso i soli
documenti finanziari (tratte, pagherò, assegni o altri strumenti analoghi usati per ottenere il pagamento).
L’incasso documentario è regolamentato dalla Camera di commercio internazionale di Parigi attraverso una serie di
disposizioni denominate “Norme uniformi relative agli incassi” (NUI, Pubblicazione CCI n. 522) che disciplinano ruoli,
responsabilità e procedure per le parti interessate. Tuttavia, per assicurare l’applicazione delle NUI 522 occorre che le parti
richiamino espressamente per iscritto tali disposizioni quando pattuiscono il pagamento a mezzo incasso documentario.
Incasso elettronico Il RID (Rapporto interbancario diretto) è un sistema di incasso elettronico, utilizzato in Italia, che consente al creditore di
incassare il credito con semplice richiesta alla banca del debitore, previamente autorizzata dal debitore stesso al pagamento alla
scadenza, con addebito nel suo conto corrente. Analogamente esistono, in altri Stati, strumenti che consentono il pagamento di
transazioni internazionali mediante sistemi bancari elettronici internazionali.
Tali sistemi sono caratterizzati dalla smaterializzazione, dalla velocità e dai minori costi. Pur non garantendo il pagamento,
riducono in generale il rischio di insoluti. Tra questi sistemi si segnalano la lettre de change relevé e il cobro electrónico de
efectos, utilizzabili per l’incasso di effetti cambiari rispettivamente dalla Francia e dalla Spagna; il Banklastschriften
per l’incasso a mezzo note di addebito dalla Germania e dall’Austria.
Mentre i sistemi francese e spagnolo consentono un più rapido incasso di effetti cambiari, il Banklastschriften ha un
funzionamento analogo al RID, riducendo le spese amministrative ed il rischio di insoluti alle scadenze stabilite.
Informazioni commerciali I rischi di mancato pagamento nelle transazioni commerciali possono essere mitigati, sia acquisendo informazioni il più
possibile approfondite sulla solvibilità e affidabilità della controparte esul relativo rischio-Paese, sia attraverso la
formulazione di apposite clausole contrattuali e la previsione di apposite garanzie, quali le garanzie bancarie.
Verificare la solvibilità ed affidabilità dei clienti per le aziende che operano sui mercati internazionali, assume un’importanza
cruciale come pure verificare la solvibilità ed affidabilità dei clienti e dei partner commerciali prima ed anche durante la relazione
commerciale. Tra i canali informativi utilizzabili, si segnalano, in particolare, gli uffici ICE e le Camere di commercio con sedi
all’estero, i consolati, le associazioni di categoria, le banche dati commerciali di società private operanti a livello internazionale, i
pubblici registri societari del Paese in cui ha sede la controparte.
Inoltre, una volta assunte informazioni sulla controparte, come abbiamo visto, è sempre consigliabile dare forma scritta agli
accordi, anche mediante l’utilizzo di testi di contratti internazionali standard e tecnicamente corretti.
Le tutele di tipo contrattuale potranno infatti aiutare a fronteggiare i problemi legati al ritardato pagamento e
all’insolvenza del cliente. Particolare attenzione dovrà  poi essere prestata alla formulazione della clausola di pagamentoe alla
coerenza tra i documenti contrattuali e i documenti commerciali quali ad esempio, le fatture.
Ingiunzione di pagamento L'ingiunzione di pagamento europea, a partire dal il 12 dicembre 2008, è riconosciuta ed eseguita in tutti gli Stati membri, tranne
in Danimarca, senza bisogno di dichiarazioni che ne riconoscano la forza esecutiva. La domanda di ingiunzione compilata su
moduli standard anche direttamente dall’impresa richiedente (ed anche senza l’ausilio di un avvocato) va presentata al giudice
nazionale che sarebbe competente a conoscere la controversia. Il giudice emette l'ingiunzione di pagamento europea - in linea di
massima - entro trenta giorni dall'introduzione della domanda completa in tutti i suoi elementi e senza verificare, nel merito, le
informazioni fornite dal ricorrente. L’ingiunzione è notificata al convenuto, il quale viene informato che ha la possibilità di pagare
al ricorrente l'ammontare del credito, oppure di opporvisi entro trenta giorni presso il giudice che l'ha emessa. L'ingiunzione di
pagamento europea diviene esecutiva se il convenuto non si oppone nei termini. Se il convenuto presenta opposizione, il
procedimento proseguirà secondo le regole processuali dello Stato del giudice che ha emesso l’ingiunzione. E’ comunque
possibile richiedere nella domanda di ingiunzione che il procedimento si estingua automaticamente in caso di
opposizione, lasciando in tal modo la situazione giuridicamente impregiudicata.
International Money Order Promessa incondizionata di pagamento della banca nei confronti di un terzo beneficiario.
International Standard Banking Practice
La terza fonte, la “International Standard Banking Practice” fa riferimento all’interpretazione pratica delle norme ICC (UCP 600,
URR 725, URC 522, URDG 758, ecc.) che disciplinano diversi strumenti come crediti documentari, incassi documentari e
garanzie bancarie internazionali. Questa prassi fa riferimento a diverse risorse ICC, di seguito riportate:
Pubbl.ne ISBP 745 ICC: offre indicazioni su come gli articoli della UCP 600 ICC devono essere interpretati e applicati per l’esame
dei documenti nell’ambito dei crediti documentari.
ICC Opinions: risposte, pubblicate in un libro, fornite dalla Commissione Bancaria ICC a quesiti posti da banche o operatori
commerciali, su crediti documentari, incassi documentari e garanzie bancarie
ICC Decisions: decisioni ICC su specifici topics DOCDEX Decisions (Documentary Credit Dispute Resolution
Expertise): servizio ICC volto a fornire un parere - solitamente fornito in 2/3 mesi - indipendente e imparziale su dispute relative
ai crediti documentari, incassi documentari e garanzie bancarie internazionali.
La struttura della nuova Pubblicazione ISBP 745 ICC segue il seguente schema:
Preliminary Considerations
General Principles
Drafts and calculation of Maturity date
Invoices
Transport document covering at least two different modes of transport (“multimodal or combined transport document”)
Bill of lading
Non-negotiable Sea waybill
Charter Party Bill of Lading
Air transport document
Road, rail or inland waterway transport documents
Insurance document and coverage
Certificate of origin
Packing list, note or slip (“packing list”)
Weight list, note or slip (“weight list”)
Beneficiary’s certificate
Analysis, inspection, health, phytosanitary, quantity quality and
other certificates (“certificate”).
Anche alla luce delle novità della nuova Prassi Bancaria Internazionale Uniforme, produrre documenti conformi
nell’ambito della gestione operativa dei crediti documentari, non è sempre un esercizio semplice. Come ha recentemente
affermato James E. Byrne, Direttore dell’Institute of International Banking Law & Practice (organizzazione non profit che assiste le
banche nella gestione moderna dei crediti documentari) per essere in grado di produrre (o esaminare) correttamente i
documenti a corredo di un credito documentario:
20 anni fa bastava studiare le UCP 400 ICC (1983 rev.) o verificare i contenuti di una opinion della ICC Banking Commissionoggi è
necessario conoscere approfonditamente, comprendendone la ratio, le disposizioni delle UCP 600 ICC e le indicazioni della
International Standard Banking Practice” (ISBP), che, come abbiamo già segnalato, non riguardano esclusivamente il testo
della nuova Pubblicazione 745 ICC, ma che comprendono anche le “Opinions” della ICC Banking Commission, le “decisions” ICC e
le “decisions” pubblicate dall’ICC Documentary Credit Dispute Resolution Expertise (DOCDEX) e anche le “court decisions”.
Diventa, pertanto, sempre più opportuno, per gli operatori coinvolti in una operazione di credito documentario, dotarsi di
strumenti adeguati e delle competenze necessarie per utilizzare al meglio questo peculiare strumento.
ISBP International Standard Banking Practice DOCDEX Documentary Credit Dispute Resolution Expertise
Iva Intracomunitaria L'Unione Europea rappresenta il più esteso blocco commerciale del mondo ed il suo mercato unico conta più di 500 milioni di cittadini.
Gli scambi commerciali fra questi Stati sono disciplinati dalla normativa comunitaria che è stata via via recepita dagli Stati aderenti all'Unione Europea.
In Italia, in particolare, è stato emanato il D.L. 30.8.1993 n° 331, convertito dalla Legge n° 427 del 29 ottobre 1993.
Ai fini IVA, in via transitoria, vige la regola della tassazione nel Paese di destinazione del bene, in attesa dell'attuazione del
regime definitivo mediante l'armonizzazione delle aliquote IVA, in base al quale i contribuenti potranno versare l'imposta
direttamente nel proprio Stato, emettendo nei confronti dei propri clienti comunitari fattura con IVA, così come già avviene all'interno dei singoli Stati.
Pur tuttavia, riguardo al raggiungimento di questo obiettivo, che doveva realizzarsi nel 1997, con il progressivo allargamento
dell'Unione Europea, diventa difficile fare una previsione a breve, in quanto l'armonizzazione delle aliquote dovrà riguardare tutti i Paesi che costituiscono l'Unione Europea.
La legge 427/93 considera rispettivamente all'art. 41 e 38 "cessioni" e "acquisti" intracomunitari le operazioni in cui siano presenti tre requisiti:
soggettivo: ciascun partner comunitario possiede un codice di identificazione IVA, costituito dal numero di partita IVA preceduto
dal codice dello Stato (codice ISO) composto da due lettere; oggettivo: la cessione del bene è a titolo oneroso;
territorialità: i beni vengono trasportati o spediti nel territorio di altro Stato membro.
Tali operazioni vanno riepilogate nell'Intrastat.
Alcuni esempi
Legenda
La linea continua indica l'emissione della fattura.
La linea tratteggiata indica il movimento della merce
CASO n° 1 - Cessione intracomunitaria
Operatore soggetto passivo d'imposta in Italia (IT), effettua una cessione intracomunitaria nei confronti di soggetto passivo d'imposta francese (FR) e consegna i beni in Francia.
IT emette nei confronti di FR fattura non imponibile IVA ai sensi dell'art. 41, comma 1, lettera a), L. 427/93 e compila l'Intra-1 bis.
CASO n° 2 - Cessione a cliente comunitario privato Operatore italiano (IT) vende a privato olandese (NL) ed ivi spedisce la merce.
Tale operazione non costituisce cessione intracomunitaria in quanto il cliente non è un soggetto passivo d'imposta in altro
Stato comunitario (manca il requisito soggettivo). Pertanto IT deve emettere nei confronti del cliente olandese fattura con IVA
e non deve compilare l'Intrastat.
CASO n° 3 - Cessione a cliente comunitario e consegna dei beni in Italia Operatore soggetto passivo d'imposta in Italia (IT), vende a
soggetto IVA ungherese e consegna per suo conto i beni in Italia. IT non effettua una cessione intracomunitaria per mancanza del
requisito della territorialità. Infatti pur vendendo ad un soggetto passivo d'imposta ungherese non trasferisce i beni in altro Stato
comunitario. Pertanto IT emette nei confronti di HU fattura con IVA. Non compila l'Intrastat.
CASO n° 4 - Acquisto intracomunitario Operatore italiano (IT) acquista da fornitore tedesco merce proveniente dalla Germania.
IT effettua un acquisto intracomunitario ai sensi dell'art. 38, comma 2, L. 427/93. Integra la fattura ai sensi dell'art. 46 della L. 427/93 e la registra ai
sensi dell'art. 47 della medesima legge. Compila l'Intra-2 bis.
Iva nei rapporti con i paesi
Extra UE
Il crescente fenomeno di internazionalizzazione vede le imprese nazionali presenti in ogni parte del mondo. Oltre alle complesse
dinamiche commerciali gli scambi con l'estero sono caratterizzati dall'esistenza di un'ampia normativa fiscale e doganale.
Per quanto concerne gli adempimenti fiscali le operazioni con partners extra-UE sono disciplinate dal D.P.R. 633/72.
I beni trasportati o spediti fuori del territorio comunitario si considerano esportati (art. 8, D.P.R. 633/72). L'esportazione deve
essere provata con gli opportuni visti al fine di giustificare l'emissione della fattura senza applicazione dell'imposta.
Tre tipi di cessioni all'esportazione
L'articolo 8 del D.P.R. 633/72 disciplina, nella lettera a), le cessioni di beni inviati al di fuori del territorio comunitario a nome o a
cura del cedente, anche tramite commissionari.
Caso
Operatore italiano (IT) cede beni a cliente egiziano (EG) e ne cura la spedizione in Egitto.
Obblighi di IT
emette fattura non imponibile IVA ai sensi dell'art. 8, 1° comma, lettera a) D.P.R. 633/72; emette i documenti richiesti per l'esportazione (es. Eur1, certificato fitosanitario, ecc.);
cura l'invio dei beni all'estero;
riceve copia n° 3 del Documento Amministrativo Unico (DAU)
vistato dalla Dogana di confine.
L'articolo 8, nella lettera a) equipara alle esportazioni le operazioni in cui interviene un terzo soggetto quale cessionario residente del soggetto italiano e cedente nei confronti del terzo
non residente (esportazioni in triangolazione).
Caso
Operatore nazionale (IT1) vende materie ad altro operatore italiano (IT2) e consegna, per conto del proprio cliente IT2, i beni in dogana per l'esportazione in Svizzera (CH).
Obblighi di IT1:
emette fattura nei confronti di IT2 non imponibile ai sensi dell'art 8, comma 1, lettera a). Indica nella fattura la destinazione finale della merce per conto di IT2; invia lettera di incarico alla casa di
spedizioni. Il costo del trasporto può essere addebitato al cessionario (IT2) (Ris. Ministero delle Finanze n° 51/E del 4.3.95);
deve munirsi della prova dell'effettiva uscita dei beni dal territorio della Comunità attraverso: visto apposto sulla fattura
all'atto del compimento delle operazioni doganali di esportazione, con l'indicazione degli estremi del DAU. La fattura
deve contenere anche i dati attestanti l'uscita dei beni dall'Unione Europea o, in alternativa, l'operatore deve procurarsi
copia o fotocopia del DAU vistato dalla Dogana di uscita dall'Unione Europea in cui siano indicati gli estremi della fattura
(Circ. Ministero delle Finanze 35 del 13.2.97).
Nelle operazioni triangolari è consentito al primo cedente nazionale di avvalersi della fatturazione differita (art. 21, comma
4, D.P.R. 633/72); in questo caso la dogana appone il visto di uscita dalla Comunità sul documento di trasporto. Il documento
di trasporto dovrà riportare le medesime vidimazioni richieste per la fattura.
Obblighi di IT2:effettua una cessione all'esportazione non imponibile IVA ai sensi dell'art.8, comma 1, lettera a) per la quale
emette fattura nei confronti del cliente estero; deve munirsi della prova dell'effettiva uscita dei beni dal territorio dello Stato
costituita dal formulario n. 3 del DAU vistato dalla Dogana di confine comunitaria.
L'articolo 8 del D.P.R. 633/72 disciplina, nella lettera b), le cessioni il cui trasporto all'estero avviene a cura del cessionario
non residente o per suo conto.
Caso
Operatore italiano (IT) cede beni a cliente svizzero. La transazione è regolata con resa ex-works.
Obblighi di IT
emette fattura non imponibile IVA ai sensi dell'art. 8, 1° comma, lettera b) D.P.R. 633/72; collabora con il compratore relativamente all'emissione dei documenti richiesti per
l'esportazione; riceve quale prova dell'avvenuta esportazione,
entro 90 giorni dalla consegna della merce, la fattura vistata dalla dogana di confine.
Il cliente svizzero, in quanto soggetto non residente nell'Unione Europea, deve espletare le formalità doganali di esportazione
mediante il ricorso ad un rappresentante in dogana. Il fornitore italiano deve sincerarsi che ciò sia avvenuto, atteso che, in caso
contrario, le operazioni doganali vengono espletate a nome del cedente residente nello Stato, con la conseguente applicazione
degli obblighi previsti dalla lettera a) dell'articolo 8.
Domestic contract Contratto tutto interno ad un singolo ordinamento giuridico nazionale
Legge applicabile Mentre in caso di “domestic contract” (ovverosia, il contratto tutto interno ad un singolo ordinamento giuridico nazionale), per
l’impresa è relativamente semplice individuare le “regole del gioco” alle quali attenersi, in caso di contratto internazionale, per
individuare le regole alle quali far riferimento, per interpretare ed eseguire correttamente il contratto, occorrerà individuare quale,
tra le leggi dei due o più Paesi, sia applicabile al caso di specie.
L’identificazione della legge applicabile al contratto è dunque una questione prioritaria da affrontare; in pratica, prima di
concordare le modalità di pagamento, l’impresa dovrebbe – anzi, deve - conoscere la disciplina legale a cui il contratto
internazionale è sottoposto. La compravendita internazionale non fa eccezione a queste considerazioni di ordine generale. In
assenza di scelta espressa tra le parti, il giudice competente (se italiano o di uno Stato dell’Unione europea), applicando i criteri
dettati dal proprio diritto internazionale privato per identificare la legge applicabile ad un determinato contratto di compravendita
internazionale, dovrà, in linea generale, fare riferimento alla legge del venditore.
Il pagamento costituisce obbligazione normalmente generica, ragione per la quale specifici contratti internazionali, quali, ad
esempio, la compravendita, il trasporto, l’appalto di servizi internazionale, in assenza di espressa scelta dei contraenti10, non saranno regolati dalla legge
applicabile al rispettivo pagamento bensì, rispettivamente, dalla legge di chi trasferisce la proprietà del bene ossia del venditore (nella compravendita), di chi effettua il
trasporto, di chi effettua il servizio.
Tuttavia, anche il mandato di pagamento internazionale, ossia l’ordine che l’imprenditore conferisce alla propria banca di effettuare un pagamento internazionale è a sua volta un
contratto internazionale che pone, in assenza di scelta del diritto applicabile da parte dei contraenti, il problema di quale diritto
nazionale debba regolarlo, tenendo sempre in considerazione l’effetto utile del pagamento medesimo ossia l’effettivo accredito
della somma a beneficio del creditore senza di che il debitore  non sarebbe liberato (considerazione che tocca da vicino il mandante
debitore molto più che la banca incaricata di effettuare il pagamento). Per identificare la legge applicabile
alle operazioni di mandato di pagamento internazionale, il giudice italiano od europeo dovrà fare riferimento alla legge del Paese
con cui il contratto di mandato di pagamento ha il collegamento più stretto, che si presume essere il Paese ove ha sede la parte
che effettua la c.d. prestazione caratteristica (così prevede infatti la Convenzione di Roma del 1980 e così il Regolamento Roma I,
nel nostro caso il Paese del mandatario ossia della banca incaricata del pagamento. Analoghe considerazioni valgono nel
caso in cui la banca incaricata di effettuare il pagamento  al creditore dell’imprenditore debitore sia una diversa ed ulteriore
banca a sua volta incaricata dalla banca dell’imprenditore debitore di accreditare la somma al creditore beneficiario; siamo
qui di fronte a due mandati, tra loro dipendenti di cui il primo dal debitore alla propria banca ed il secondo da quest’ultima ad una ulteriore e diversa banca.
Trattandosi di mandati internazionali, in mancanza di diversa scelta dei contraenti, ai sensi del Regolamento Roma, si applica la
legge del Paese con cui il mandato presenta il collegamento più stretto; ciò significa che si finirà per applicare la legge del Paese
della banca che, nel nostro esempio, accredita il venditore beneficiario, quindi, il più delle volte, la legge del Paese del
venditore. Ma si tratta, appunto di un esempio, in quanto l’individuazione del diritto applicabile all’obbligazione di
pagamento va effettuata e verificata caso per caso. Ad esempio, le considerazioni che precedono non valgono per le obbligazioni
derivanti da titoli di credito (escluse espressamente dall’applicazione della Convenzione di Roma e dal Regolamento
Roma I per le quali occorre fare riferimento ai criteri dettati dalle convenzioni internazionali sulla legge applicabile (quali, ad
esempio, le Convenzioni di Ginevra del 1930 e del 1931 sulle cambiali e sull’assegno; la valutazione si fa più complessa nelle
ipotesi di pagamento a mezzo di credito documentario ove occorrerà considerare ogni singolo rapporto tra i soggetti (bancari
e non) coinvolti nell’operazione.
Lettre de change relevé Incasso elettronico francese equivalente al RID italiano
Lock Box System
Con tale terminologia si definisce la procedura d'incasso di assegni esteri direttamente sulla piazza d'emissione, tramite apertura di casella postale.
A chi serve: operatori commerciali che registrano flussi notevoli di esportazioni regolate tramite assegno in una determinata area geografica.
Finalità: possibilità, per il beneficiario, di incassare gli assegni in divisa estera direttamente sulla piazza d'emissione.
Vantaggi: risparmio effettivo di giorni valuta, contenimento dei costi e possibilità d'informativa incassi in tempi celeri.
Maintenance guarantee Garantisce l’assistenza post vendita assicurando al compratore l’adempimento da parte del venditore degli obblighi previsti
durante il periodo di manutenzione
Modifica di un credito documentario
Modificare un credito documentario vuol dire cambiare uno o più termini previsti dalla garanzia, a causa dell’impossibilità del compratore e/o del venditore di rispettare le condizioni originarie
fissate nell’accordo commerciale e riflesse nello strumento di pagamento.
Multimodal trasport document
Se un credito richiede un “multimodal trasport document” from Japan to Italy, non è accettabile un documento che indichi quanto segue:
Port of Loading: Tokio
Port of Transhipment: Gioia Tauro
Port of Discharge: Naples.
In quanto, essendo i “places” indicati porti, è stato utilizzato un solo mezzo di trasporto. Sarebbe invece accettabile un multimodal transport document” che indichi quanto segue:
Port of Loading: Tokio
Port of Transhipment: Gioia Tauro
Place of delivery: Naples.
E ciò è accettabile anche se il documento non indica il mezzo di trasporto utilizzato nella tratta Gioia Tauro – Naples. Se un credito richiede la presentazione di un documento di trasporto
diverso dal documento di trasporto multimodale, ma appare evidente dal routing delle merci che “more than one mode of transport is to be utilized”, per l’esame del documento si applica
l’art. 19 UCP 600 ICC. Un documento di trasporto multimodale può essere emesso da un soggetto diverso dal carrier o dal master (captain). Se il credito indica “Freight Forwarder’s
Multimodal Transport Document is acceptable” o “House Multimodal Transport Document is acceptable” (o indicazioni similari) il documento di trasporto multimodale può essere
firmato dal soggetto emittente senza indicare “the capacity in which it has been signed” o il nome del carrier. In presenza, dunque, di una indicazione del tipo “Freight Forwarder’s
Multimodal Transport Documents are not acceptable”, le banche saranno tenute ad accettare un documento di trasporto firmato con l’indicazione “as carrier”, senza far riferimento alla reale
capacità dell’emittente il documento. La presenza di una indicazione del tipo “Transport document issued by freight forwarder are not acceptable, even if in the
capacity as carrier or an agent for the carrier” implicherebbe la non accettabilità di un documento di trasporto FIATA, di un documento di trasporto “house”, di un documento emesso da un
forwarder”.
Un documento di trasporto multimodale deve essere firmato secondo le indicazioni dell’art. 19 UCP 600 ICC. Se un “agent”
firma il documento, tale agente deve essere indicato e firmerà come segue “agent for (name), the carrier” oppure indicando
agent on behalf of (name), the carrier” o indicazioni similari.
Qualora il carrier è identificabile nel documento come “the carrier”, l’agente può firmare come “agent for [or on behalf of]
the carrier” senza rinominare il carrier.Termini come “Shipped in apparent good order”, “Laden on board”, “Clean on board” o
altre indicazioni che incorporano “shipped” o “on board” hanno lo stesso significato di “Shipped on board”.
NEXI Export Credit Agency Giapponese Notify parties
Se un credito definisce i dettagli di una o più “notify parties” un documento di trasporto multimodale può riportare ulteriori
notify parties”. Se il credito non definisce i dettagli di una “notify party”, un documento di trasporto multimodale può riportare una qualsiasi
notify party”. In quest’ultimo caso, qualora venissero riportati i dati dell’applicant, tali dati non devono essere in conflitto con
quanto riportato nel credito.
Obbligazione di vendita
L’obbligazione di pagamento è nella grande maggioranza dei casi di natura generica, valea dire che, appunto, nella grande
maggioranza dei casi, il pagamento non caratterizza il contratto ma ne costituisce la cosiddetta “controprestazione”: sussiste
l’obbligo di pagare nei contratti di compravendita, di trasporto, d’appalto d’opera o di servizi e così via. I contratti internazionali
non fanno eccezione anche se i pagamenti internazionali pongono alcuni problemi particolari. Per illustrarli, si partirà
dall’esemplificazione di un contratto internazionale di compravendita con pagamento internazionale, ma un analogo
esempio si sarebbe potuto fare in relazione ad un contratto di trasporto, di fornitura chiavi in mano e così via.
La scelta di illustrare la problematica dei pagamenti internazionali in relazione al contratto di compravendita internazionale è
giustificata dal fatto che, tra i contratti internazionali, la compravendita è senza alcun dubbio la forma contrattuale
maggiormente utilizzata. Inoltre, accanto alla compravendita si possono identificare ulteriormente una serie di forme contrattuali
affermatesi e sviluppatesi nella prassi ma in qualche modo connesse comunque al contratto di compravendita. Ci riferiamo,
ad esempio, al contratto quadro di fornitura OEM, al contratto di distribuzione o concessione di vendita, al contratto di subfornitura
industriale, al contratto di appalto, ai contratti di fornitura di macchinari ed impianti industriali.
Per ridurre il più possibile i rischi di mancato pagamento che si trova ad affrontare operando in ambito internazionale,
l’imprenditore deve conoscere non solo gli aspetti commerciali, logistici ed amministrativi della compravendita, e dei contratti ad
essa riconducibili in via ancillare od analogica, ma anche il sistema giuridico nel quale si sta apprestando ad operare, facendo tutto il
possibile per conoscere in anticipo le “regole del gioco” applicabili alla compravendita, da una parte, e, dall’altra parte, ai rapporti
con la banca o le banche incaricate di effettuare il pagamento internazionale.
OCSE Esprime la probabilità che il paese non onori il servizio del debito nel medio – lungo periodo
I paesi sono classificati in 8 categorie da 0 a 7: 0 rappresenta un rischio trascurabile; 7 rappresenta il massimo livello di rischio
One or more other  multimodal transport documents
Un documento di trasporto multimodale non deve espressamente indicare che la merce ivi indicata sarà consegnata
solo dietro presentazione di “one or more other multimodal transport documents”, a meno che l’intero set del documento
emesso faccia parte della stessa presentazione dello stesso credito.
Opzioni cilindriche a costo zero
Attraverso tali opzioni è possibile ottenere strutture di copertura a termine molto più elastiche: il tasso di cambio valido alla
scadenza non sarà unico ma sarà compreso tra un cambio minimo ed un cambio massimo (c.d. corridoio), stabiliti al momento del contratto.
Opzioni esotiche o strategie strutturate
Le opzioni esotiche sono combinazioni di opzioni standard che, aggiungendo particolari condizioni a quelle standard,
garantiscono la personalizzazione della strategia di copertura.
Opzioni in cambi (o Opzioni standard)
A differenza dei contratti a termine, le opzioni in cambi, consentono di mantenere aperta la possibilità di extra profitti,
limitando il rischio di perdite alla somma del premio pagato. L'acquisto di una opzione in cambi equivale ad un'assicurazione
contro i movimenti sfavorevoli del mercato: si paga un premio per limitare il danno all'importo pagato in caso di movimenti
avversi del cambio, partecipando illimitatamente a quelli favorevoli.
Le opzioni possono essere di due tipi: call e put. Per call s’intende il diritto di acquistare un determinato
ammontare di una divisa contro un'altra ad un determinato prezzo (prezzo di esercizio o strike price), per consegna “entro”
(tipo americano) o “ad una determinata scadenza” (tipo europea).
Per put si intende il diritto di vendere un determinato ammontare di una divisa contro un'altra ad un determinato prezzo (prezzo di
esercizio o strike price), per consegna “entro” (tipo americano) o ad una determinata scadenza” (tipo europea).
Opzioni partecipating forward
Le partecipating forward sono opzioni cilindriche particolarmente indicate quando ci si aspetta una forte oscillazione del cambio, in
quanto stabiliscono sempre un limite di perdita massima, ma consentono di partecipare ai movimenti favorevoli del mercato in
misura proporzionale al rischio di perdita che si è assunto. Ciò significa che mentre la cilindrica permette di partecipare al 100%
ai movimenti favorevoli del cambio ma solo entro il corridoio prestabilito - la partecipating lo permette solo nella misura
percentuale contrattata, ma senza i limiti fissati dal corridoio. Tale struttura si ottiene combinando opportunamente acquisti e
vendite di opzioni.
Ordinante
L'importatore chiede alla propria banca l'apertura del credito a favore del fornitore. Generalmente in questa fase l'istituto
bancario richiede la sottoscrizione di un modulo che riporta i termini e le condizioni dell'operazione, secondo gli accordi contrattuali stipulati fra le parti.
Per impegnarsi direttamente nei confronti del beneficiario la banca chiederà all'ordinante di costituire un deposito in denaro o
titoli a garanzia dell'operazione oppure, se richiesta, vaglierà l'opportunità della concessione di un finanziamento.
Espletate tutte le formalità la banca provvede all'emissione dello strumento per l'apertura di credito e alla sua trasmissione ad una
banca che si trova nel Paese del venditore per la successiva notifica al beneficiario.
Overdraft guarantee
Garantisce il rischio di credito per linee di affidamento concesse
Pagamento anticipato
Il pagamento anticipato fornisce le maggiori garanzie e si consiglia al venditore in caso di fornitura di merce realizzata su commessa,
qualora non si disponga di adeguate garanzie di solvibilità del cliente o ci si trovi nell’ambito di transazioni con Paesi a rischio.
In caso di pagamento contestuale (“cash on delivery”, COD), il venditore può incaricare il proprio spedizioniere/vettore di
effettuare l’operazione ricevendo dall’acquirente (contestualmente alla consegna della merce) il pagamento in
contanti, ma anche a mezzo di assegni di conto corrente, assegni circolari, cambiali tratte o pagherò cambiari.
Nell’ipotesi di pagamento a mezzo bonifico bancario si consiglia di condizionare la consegna della merce al rilascio di attestazione
bancaria di avvenuto pagamento incondizionato ed irrevocabile da parte dell’acquirente.
Pagamento posticipato In caso di pagamento posticipato, il venditore si accolla tutti i rischi (produzione e mancato o ritardato pagamento); si tratta,
dunque, senz’altro, della modalità di pagamento più favorevole all’acquirente ed occorre che il venditore si tuteli contro il rischio
di mancato pagamento stipulando idonea assicurazione dei propri crediti e/o pattuendo con l’acquirente uno strumento di
pagamento che fornisca maggiori garanzie di buon fine dell’operazione (ad esempio la lettera di credito confermata)
ovvero prevedendo garanzie bancarie a copertura dei crediti. Indipendentemente dai tempi previsti per il pagamento, le parti
dovranno in ogni caso stabilire anche la forma con la quale il pagamento dovrà essere effettuato; si propone, qui di seguito,
uno schema delle principali forme di pagamento utilizzate nell’ambito del commercio internazionale.
Payment Guarantee o Payment Bond
La garanzia di pagamento (Payment Guarantee o Payment Bond) a prima richiesta è emessa dalla banca del compratore in favore
del venditore su domanda del compratore stesso. Nel caso in cui il compratore non adempia alla propria obbligazione di
pagamento nei tempi stabiliti nel contratto, la banca del compratore si impegna in prima persona, per un determinato
periodo di tempo, ad eseguire il pagamento al venditore a semplice richiesta di quest’ultimo. Si riporta un esempio tratto
dal Modello di contratto di vendita internazionale della Camera di Commercio Internazionale, pubbl. n. 556 parte B - Condizioni
generali, diclausola di pagamento assistita da garanzia bancaria a prima richiesta e/o lettera di credito: “Qualora i contraenti
abbiano convenuto che il pagamento debba essere accompagnato da una garanzia bancaria, ilCompratore dovrà
mettere a disposizione, almeno 30 giorni prima della data pattuita per la consegna o delladata d’inizio dell’eventuale
periodo di consegna concordato, una garanzia bancaria a prima domanda soggettaalle Regole Uniformi sulle Garanzie a Domanda
pubblicate dalla Camera di Commercio Internazionale o unalettera di credito standby soggetta alle regole sopracitate o
alle Norme ed Usi Uniformi relativi ai CreditiDocumentari, pubblicati dalla Camera di Commercio Internazionale, emesse in
ambedue i casi da una banca dibuona reputazione.” Performance bond Il Performance Bond- garanzia di buona esecuzione - è uno
strumento che consente di dare maggior valore all’offerta, garantendo il committente circa la “buona esecuzione” del
contratto. E’ dedicato alle aziende che partecipano a gare internazionali e/o che effettuano all’estero forniture o
installazioni di impianti, macchinari, infrastrutture o altri lavori. Ha lo scopo di coprire gli eventuali inadempimenti contrattuali: la
banca assume l’impegno irrevocabile a pagare il committente/acquirente di un determinato importo che è
compreso generalmente tra il 10% ed il 20% del valore del contratto nel caso di non conforme o non completa esecuzione
del medesimo da parte dell’appaltatore/venditore. Il Performance Bond, inoltre, subentra nelle gare d’appalto in
sostituzione del Bid Bond a seguito dell’aggiudicazione della gara d’appalto ed ha di solito una durata piuttosto lunga in quanto,
generalmente, resta valido fino all'esecuzione totale dei lavori o alla consegna della merce (collaudo finale o accettazione
definitiva).
Porto di destino 
In un “multimodal transport document”, se il credito richiede che la spedizione sia diretta in un porto, ilnome del porto di
destino dovrebbe essere indicato nel campo dedicato al “port of discharge”.
Il nome del porto di destino potrebbe anche essere riportato nel campo “Place of final destination” (o indicazioni similari),
riportando una “notation” che il porto di destino è quello riportato nel “Place of final destination”.
Quando la prima parte del trasporto, come da richiesta di un credito, è via mare, è necessario indicare a “dated On board notation”.
L’On board notation richiede, in sostanza, la presenza di quattro informazioni nel documento di trasporto: che la merce è “shipped
on board”, il nome della nave, il porto di partenza e la data di spedizione. Per esempio, Shipped on board Sea Pride from Naples
port, 16 May 2013. E’ necessario riportare l’On board notation nei casi indicati di
seguito:
Art. 19 UCP 600 ICC: Documento di trasporto che copre almeno due differenti modi di trasporto, quando la prima parte del
trasporto è marittima (shipment from a port)
Art. 20 UCP 600 ICC: Bill of Lading
Art. 21 UCP 600 ICC: Non-Negotiable Bill of Lading
Art. 22 UCP 600 ICC: Charter Party Bill of Lading.
Si ricorda che l’On board notation è anche richiesta quando la nave e/o il porto di partenza sono riportati come “intended”. In
questo caso l’on board notation deve includere il nome della nave e/o il porto di partenza.
Quando il porto di partenza indicato nel credito è riportato come place of receipt”, con spedizione via mare da quel porto, è
richiesta una “dated on board notation” con l’indicazione del porto di partenza indicato nel credito e il nome della nave “that is leaving that port”.
Presentazione uniforme In inglese “Complying Presentation, presentazione conforme ai termini e alle condizioni del credito, alle disposizioni applicabili e
alla prassi bancaria internazionale uniforme Pro soluto pro-soluto, ovverosia conrinuncia della banca o altro
intermediario finanziario cessionario a rivalersi nei confronti dell’esportatore cedente (diversamente, non si ha la rimozione del rischio relativo al credito ceduto).
Procedimento europeo per le controversie di modesta
Scopo del suddetto procedimento in vigore dal 1° gennaio 2009, è agevolare l'accesso alla giustizia semplificando i procedimenti relativi a controversie transfrontaliere in materia civile e
entità commerciale di modesta entità, riducendone altresì le spese.
Riguarda le controversie civili e commerciali trasfrontaliere il cui valore complessivo non superi 2000 euro, calcolato sulla base
delle domande giudiziali dell’attore e di quelle del convenuto in via riconvenzionale. Pertanto questo procedimento non è
applicabile e, se già iniziato, si trasforma in una causa ordinaria, qualora il valore della controversia superi i 2000 euro. La
sentenza del giudice di uno Stato membro che sia stata emessa nel quadro di tale procedimento è riconosciuta ed applicata negli
altri Stati membri senza che sia necessaria una dichiarazione di esecutività.
Procedimento ingiuntivo in Italia
Oltre alle forme di tutela previste dall’ordinamento comunitario, il diritto processuale italiano riconosce (solo dal 2002 con
l’abrogazione del previgente divieto, tramite il summenzionato D. Lgs. 231/2002), la possibilità per il creditore avente sede in Italia
di ottenere un’ingiunzione di pagamento in Italia contro un debitore straniero.
Perché un’ingiunzione di pagamento possa essere pronunciata è necessario che il credito fatto valere riguardi una somma liquida
di danaro o una determinata quantità di cose fungibili o il diritto alla consegna di una cosa mobile determinata. Occorre inoltre
che di tale credito si dia prova scritta. Naturalmente, l’ingiunzione di pagamento nei confronti di un debitore straniero dovrà essere
notificata nello Stato del debitore medesimo; ciò che dovrà avvenire nelle forme previste da eventuali convenzioni tra il
nostro Stato e lo Stato del debitore. Nell’ambito europeo, ancora una volta, tale passaggio risulta semplificato.
Inoltre, se dopo aver effettuato la notifica, il debitore non procede volontariamente al pagamento nei termini previsti, il
creditore dovrà tentare il recupero coattivo del credito.
Nel caso di un’ingiunzione di pagamento italiana contro un debitore straniero, tale fase c.d. di esecuzione forzata sarà
limitata al territorio italiano e, quindi, il creditore dovrà valutare l’uso di tale strumento anche alla luce dell’effettiva disponibilità
di beni del debitore straniero in Italia su cui poter esercitare tale azione
Naturalmente, la presente costituisce una panoramica non esaustiva di alcune forme di tutela giudiziale per il recupero del
credito con controparti estere. La scelta del giudice competente e del tipo di procedimento da instaurare dovrà essere effettuata
alla luce del caso specifico, verificando innanzitutto la presenza di eventuali clausole sulla giurisdizione competente nel contratto da
cui deriva il credito ovvero nelle condizioni generali di vendita, ove esistenti, e valutando altresì, tra l’altro, la possibilità di
esecuzione del provvedimento nel Paese del debitore. Pubblicazione ISBP 745 ICC La pubblicazione ISBP 745 ICC evidenzia come gli articoli della
UCP 600 ICC devono essere interpretati e applicati per l’esame dei documenti nell’ambito dei crediti documentari (essendo
relativa alla prassi, non è prevista una data di entrata in vigore).
Prima di analizzare l’impatto della codifica della nuova prassi, è opportuno ricordare che l’art. 2 UCP 600 ICC riporta la seguente
definizione di credito documentario: “Credito significa qualunque pattuizione irrevocabile, comunque denominata o descritta, che
costituisce un impegno inderogabile della banca emittente di onorare una presentazione conforme.”
La banca emittente, pertanto, è tenuta ad onorare una presentazione dei documenti prescritti nel credito nella misura in
cui tali documenti costituiscano una presentazione conforme a tre distinte fonti da considerarsi gerarchicamente:
termini e condizioni del credito disposizioni delle norme applicabili al credito (UCP 600 ICC)
International Standard Banking Practice” (ISBP).
Registro ditrasferimento beni all’estero (Fiera)
Le annotazioni riguardano sia l'invio dei beni ai locali della fiera all'estero, sia il ritorno in Italia degli stessi beni.
Tali annotazioni devono essere effettuate in modo puntuale, idoneo a descrivere:
- beni oggetto di movimentazione, con l'indicazione della loro natura, qualità e quantità (numero di esemplari o
peso), o con l'indicazione dei numeri di serie o di altri riferimenti specifici che li identifichino esattamente
- la data in cui i beni vengono spediti o trasportati nello Stato membro in cui si tiene la fiera
- la data del loro rientro nel territorio dello Stato - gli estremi dei documenti di trasporto relativi (es: D.D.T. - C.M.R.).
Quanto alla compilazione del documento di trasporto eventualmente emesso ai sensi dell'art. 1, comma 3, del D.P.R. n.
472/1996 (cosiddetto D.D.T. ), si sottolinea che lo stesso, essendo riferito a trasferimenti di beni che non implicano effetti traslativi
della proprietà, deve indicare la causale del trasporto.
Al riguardo, potranno essere utilizzate espressioni del tipo: "invio di beni per esposizione presso la fiera di ........., in ........., della
durata di ......... giorni dal ......... al ..........".
Non vi è poi alcun obbligo di compilazione dei modelli Intrastat per i beni destinati a rientrare dalla fiera.
La circolare ministeriale n. 13 del 23 febbraio 1994 specifica, infatti, nel paragrafo 15.1 che, per i beni inviati per fiere e
mostre, "gli elenchi riepilogativi devono essere compilati, agli effetti fiscali e statistici, solo in caso di cessione o acquisto dei
beni e con riferimento al periodo di registrazione della relativa fattura".
Il registro di cui all'art. 50, comma 5, del D.L. n. 331/1993, regolarmente annotato, funge anche da valido strumento per
vincere le presunzioni di cessione e di acquisto di beni di cui al D.P.R. 10 novembre 1997, n. 441, con cui è stata completamente
riordinata l'intera disciplina delle presunzioni in materia di I.V.A.
con la conseguente sostituzione delle regole contenute nel previgente art. 53 del D.P.R. n. 633/1972.
Proprio in merito a tale funzione, potrebbero sorgere perplessità in capo agli operatori nazionali sull'applicabilità o meno
dell'intero impianto normativo del D.P.R. n. 441/1997, compresa la facoltà ivi prevista agli artt. 1, comma 5 (per le presunzioni di
cessione) e 3, comma 2 (per le presunzioni di acquisto), di utilizzare, in alternativa al registro, i documenti di trasporto
regolarmente annotati con la corretta causale.
Si tratta, in sostanza, di stabilire se, analogamente a quanto previsto dalla normativa interna ordinaria, può essere omessa la
tenuta del registro anche per i movimenti dei beni a titolo non traslativo della proprietà tra Stati membri comunitari.
Al riguardo, in assenza di prese di posizioni chiare sull'argomento da parte dell'Amministrazione finanziaria, si ritiene, in via
interpretativa, che il predetto registro previsto dall'art. 50, comma 5, del D.L. n. 331/1993 debba comunque essere istituito
e questo per una serie di motivazioni. In primo luogo, si rileva come l'art. 56 del D.L. n. 331/1993
contenga una norma di rinvio alle disposizioni di cui al D.P.R. n. 633/1972, ma solo per quanto non è diversamente disposto nello
stesso decreto sull'I.V.A. comunitaria.
Tale disposizione, più volte richiamata nella circolare ministeriale n. 13 del 23 febbraio 1994, è stata usata dall'interprete
ministeriale per confermare l'applicazione di norme ordinarie contenute nel decreto I.V.A. anche nell'ambito specifico delle
operazioni intracomunitarie. Da ciò è lecito desumere come la disciplina istituita con il D.L. n.
331/1993 abbia la natura di normativa speciale, con regole proprie applicabili anche in deroga alla legislazione ordinaria.
In tale ottica, la disposizione di cui all'art. 50, comma 5, del D.L. n. 331/1993 rappresenta la norma specifica prevista per le
movimentazioni di beni in regime sospensivo in ambito comunitario.
Inoltre, occorre sottolineare come siano specifiche anche le ipotesi ivi indicate, mediante un diretto richiamo ai trasferimenti
di beni di cui all'art. 38, comma 5, lett. a), dello stesso decreto.
Il predetto art. 50, comma 5, non prevede modalità alternative alla tenuta del registro, limitandosi a stabilirne l'obbligo.
In secondo luogo, si ritiene che le finalità sottese all'istituzione del registro, considerate dal legislatore con il D.L. n. 331/1993,
non siano in via principale quelle dell'identificazione di uno strumento idoneo a vincere le presunzioni di cessione e di
acquisto, quanto, piuttosto, quelle di fornire un valido supporto per controllare i movimenti di beni nell'ambito del territorio
comunitario soprattutto alla luce della caduta delle barriere doganali.
Tali finalità sono le stesse poste alla base dell'istituzione dei modelli Intrastat, nella costruzione di un quadro complessivo ed
articolato di monitoraggio dei trasferimenti di beni.
Sulla base di tali considerazioni, si ritiene opportuno, in via interpretativa, quantomeno a fini prudenziali, istituire l'apposito
registro di cui all'art. 50, comma 5, del D.L. n. 331/1993 per i trasferimenti di beni inviati in fiere tenute in Paesi comunitari, ed
annotare su di esso esclusivamente le movimentazioni che avvengono fra Stati membri della U.E.
Regolamento Comunitario di Roma
Nell’ambito del Regolamento comunitario Roma I, per le obbligazioni derivanti dai sistemi di pagamento si ritiene
applicabile il criterio generale del diritto del Paese ove ha sede la parte che effettua la prestazione caratteristica, a meno che per
uno specifico strumento non si rientri nelle previsioni specifiche in materia; ci si può riferire ad esempio in alcuni casi anche alle
prestazioni di servizi disciplinati dalla legge del luogo in cui sono svolti i servizi (art. 4) e ai trasferimenti ed alle cessioni di
crediti (art. 14) disciplinati dalla legge che si applica al contratto.
Ciò fermo restando che il Regolamento Roma I prevede altresì regole specifiche per i contratti di trasporto (art. 5), i contratti
conclusi con i consumatori (art. 6), i contratti di assicurazione (art. 7), i contratti individuali di lavoro (art. 8).
Ai sensi dell’art. 1 del Regolamento CE Roma I “sono espressamente escluse le obbligazioni derivanti da cambiali,
assegni, vaglia cambiari e da altri strumenti negoziabili, nella misura in cui le obbligazioni derivanti da tali altri strumenti
risultano dal loro carattere negoziabile”. Pertanto il giudice italiano dovrà riferirsi alle proprie norme di diritto internazionale
privato (Legge 281/95) ed alle convenzioni internazionali applicabili.
Retention money bond Garantisce il pagamento del saldo contrattualmente pattuito al completamento della fornitura o dei lavori
Rimesse dirette Strumenti di incasso e pagamento semplici, quali bonifici, assegni etc.
Rimesse documentate Servizio incasso di documenti/effetti/assegni basato su un mandato di incasso di documenti commerciali o finanziari che il
venditore conferisce alla banca
Rischio commerciale
Il rischio commerciale è legato invece alla solvibilità ed affidabilità dei clienti ed al credito che il venditore concede a questi ultimi
senza la garanzia di ottenere il pagamento dovuto alle scadenze concordate. Al fine di ridurre tale rischio, occorre verificare,
prima di tutto, la solvibilità ed affidabilità del cliente e definire contrattualmente una forma di pagamento adeguata, tenendo
anche conto delle caratteristiche (culturali, giuridiche, commerciali, politiche) del Paese estero. Si può altresì prendere
in considerazione la possibilità di ottenere idonee garanzie dal debitore ovvero stipulare apposite polizze assicurative a copertura del detto rischio.
Rischio di cambio Il rischio di cambio sussiste, sia per il venditore che per l’acquirente, in caso di contratti stipulati in valuta estera Ai sensi
della legge italiana, se il pagamento deve avvenire in Italia, il debitore ha facoltà di scelta fra la divisa estera stabilita
contrattualmente e l’euro (art. 1278 codice civile), salvo che sia stata pattuita la clausola “effettivo” o altra equivalente (art. 1279
codice civile); in tal caso, il debitore dovrà obbligatoriamente effettuare il pagamento nella moneta pattuita contrattualmente
a meno che si tratti di moneta non avente corso legale in Italia e per il debitore non sia possibile procurarsi tale moneta al
momento della scadenza del pagamento. Trattandosi di contratti internazionali, criteri analoghi sono stabiliti nei c.d. Principi
Unidroit, versione 2004 (art. 6.1.9 Moneta di pagamento) applicabili soltanto ove richiamati contrattualmente, per
esempio, a seguito della partecipazione ad aste o appalti indetti da committenti esteri. Tale rischio si concretizza, in sostanza,
quando il valore del corrispettivo concordato in sede contrattuale non coincide con il corrispettivo versato all'atto del pagamento a
causa di una variazione del valore della moneta utilizzata per la regolazione del rapporto. Anche questo rischio può essere ridotto
o coperto integralmente attraverso finanziamenti in valuta o altri strumenti di tipo assicurativo, bancario e finanziario.
Rischio di produzione Si parla di rischio di produzione ogni qualvolta l’imprenditore mette in produzione i propriprodotti senza la garanzia di poter
recuperare, in tutto o in parte, i relativi costi. Il rischiosi verifica a seguito di ragioni legate, soprattutto, a: decisioni prese
dall’acquirente (adesempio, revoca o sospensione dell’ordine o mancato ritiro della merce); mutatecondizioni economicofinanziarie
dell’acquirente o del Paese di destinazione;  variazioni dei costi di produzione.
Per tenere sotto controllo o limitare tali rischi, potrebbe essereopportuno, per l’esportatore, prevedere forme di pagamento almeno in parte anticipato.
Ove ciò non fosse possibile, è comunque consigliabile cautelarsi, in sede di negoziazionedel contratto, prevedendo, ad esempio,
limiti alla facoltà di revoca o sospensionedell’ordine da parte dell’acquirente, eventualmente rafforzati da clausole penali;
identificazione e limitazione dei casi di forza maggiore che consentano all’acquirente dinon adempiere; facoltà del venditore
di non dar corso alla fornitura qualora vengameno, in tutto o in parte, la garanzia costituita dalla capacità economica
dell’acquirentee/o del sistema economico nel quale quest’ultimo si trova ad operare, oltre che clausole di variazione del prezzo
legate alla eventuale variazione dei costi di produzione.
Rischio giuridico
In una transazione internazionale è importante non dare nulla per scontato e definire conmolta precisione le condizioni contrattuali,
ivi compresi i termini di pagamento,utilizzando la terminologia appropriata in una lingua comprensibile per entrambe le
parti(inutile ricordare che spesso si tratta della lingua inglese). Al fine di evitare o ridurre irischi di diversa interpretazione dei
termini contrattuali, è molto utile fare riferimento,richiamandole espressamente nel contratto, a norme ed usi uniformi
internazionali qualiad esempio quelli elaborati dalla Camera di Commercio Internazionale (Parigi) e far usodi modelli di contratti
internazionali, predisposti da associazioni di categoria o Camere di Commercio, sperimentati ed affidabili dal punto di vista giuridicolinguistico.
Ciò cherisulta, comunque, fondamentale è la clausola contrattuale con la quale si conviene lalegge applicabile ed il
giudice competente a decidere in caso di controversia, senzadimenticare che, anche qualora vengano definiti tutti gli
aspetti contrattuali (ivi inclusi lalegge applicabile ed il  foro competente) può comunque accadere, in una minoranza dicasi,
che una o più disposizioni del contratto o il contratto stesso risultino invalidi sullabase di norme imperative applicabili in
materia; occorre dunque tenere presente il quadro giuridico in cui il rapporto si inserisce nella sua interezza.
Rischio Paese Tale rischio si verifica qualora il pagamento o la transazione in genere non venganoeffettuati poiché il Paese della parte che
deve effettuare il pagamento non è in grado, persvariati motivi (economici, finanziari, politici ma anche legati a guerre o disastri
naturali),di far fronte agli impegni finanziari assunti dal “sistema” nei confronti di soggetti nonresidenti. Una delle soluzioni possibili
in questo caso è la stipula di una polizza assicurativa a copertura di questo rischio, statisticamente meno frequente, ma assai pericoloso.
Riserva di proprietà Contrattualmente, sarebbe anche possibile cautelarsi contro il rischio che l’insolvenza totale o parziale del cliente impedisca al
venditore di recuperare il bene consegnato e del quale il venditore, a seguito della vendita, non risulti più titolare. Tramite
la clausola di riserva di proprietà le parti infatti stabiliscono espressamente che la merce rimane di proprietà del venditore
sino al pagamento integrale del prezzo da parte del compratore, legittimando così la richiesta da parte del venditore di riprendere
possesso del bene oggetto della vendita.
La disciplina di tale clausola varia da ordinamento a ordinamento e, se il bene deve essere recuperato coattivamente all’estero,
l’efficacia della clausola potrà dipendere, ad esempio, in caso di insolvenza dell’acquirente, anche alla legge del Paese in cui il bene si trova.
Riserve Le riserve bancarie di fatto impediscono nella maggior parte dei casi il corretto utilizzo del credito documentario. La consegna dei
documenti alla banca, che deve essere preceduta da un controllo rigoroso della loro rispondenza formale alle disposizioni, va fatta
nei termini di validità del credito, richiedendo su una copia della lettera di trasmissione un timbro di protocollo che attesti data ed
ora nella quale i documenti sono stati consegnati. Ogni banca ha massimo cinque giorni lavorativi, successivi al giorno di
presentazione, per controllare e stabilire se una presentazione è conforme.
Ritardo nel pagamento e interessi
Per tutelarsi contro il ritardato pagamento del cliente, è consigliabile indicare contrattualmente gli interessi di mora (di
regola superiori ai tassi correnti di mercato, ma in modo da non penalizzare il venditore che si finanzi mediante ricorso
all’indebitamento bancario). E’ bene che nel contratto sia prevista l’applicazione automatica degli interessi di mora a partire dalla
data entro la quale l’acquirente deve eseguire il pagamento. Si evidenzia che l’applicabilità di tale clausola in alcuni ordinamenti
può essere esclusa o limitata qualora la misura di tali interessi sia ritenuta eccessiva.
A livello comunitario, la direttiva 2000/35/CE, di cui è in discussione una revisione, ha introdotto una disciplina minima
comune tra gli Stati membri dell’UE finalizzata alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tra le imprese
e tra imprese e pubbliche amministrazioni. Tale disciplina prevede che, in assenza di accordo tra le parti, il pagamento
avvenga entro trenta giorni dalla data della fattura o dalla consegna (se la fattura è antecedente) e che dalla stessa data
siano dovuti i relativi interessi. Il tasso minimo degli interessi per il ritardo, che gli Stati membri devono adottare nelle loro
rispettive legislazioni, è pari al saggio d'interesse del principale strumento di rifinanziamento della Banca Centrale Europea
applicato alla sua più recente operazione di rifinanziamento principale effettuata il primo giorno di calendario del semestre in
questione, maggiorato di sette punti percentuali. Resta comunque la possibilità per gli operatori di pattuire e richiedere il pagamento con tassi di mora maggiori.
Sempre a livello comunitario, si segnalano tre diverse procedure giudiziarie in materia civile e commerciale in vigore tra gli Stati
membri dell’UE (ad eccezione della Danimarca) che si vanno ad aggiungere alle rispettive procedure nazionali e che, al ricorrere
di particolari condizioni, possono agevolare il recupero di crediti di modesta entità o giudizialmente accertati o non contestati.
SEPA e IBAN Nei paesi industrializzati ed in particolare nell’area unica dei pagamenti in euro (in sigla, SEPA, single euro payments area) a cui
partecipano 31 paesi (i 15 paesi che hanno adottato l’euro, più i 12 paesi che non l’hannoadottato come moneta unica ed altri 4
paesi: Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein), il pagamento mediante bonifico bancario è facilitato dall’utilizzo
dell’IBAN insieme al BIC Code (Bank Identification Code) edall’esistenza di norme comunitarie uniformi che disciplinano il
servizio e stabiliscono tempi e costi massimiper tali operazioni (costi che nella SEPA sono gli stessi per bonifici sia nazionali sia
internazionali). Ad oggi,uno degli ultimi atti normativi comunitari tesi all’uniformazione dei sistemi di pagamento è costituito
dalladirettiva “Payment Services”, 2007/64/CE, di cui era previsto il recepimento nei singoli ordinamenti nazionalientro il 1°
novembre 2009. In Italia la direttiva è stata attuata con decreto legislativo n. 11 del 27/01/2010.
Silent confirmation
Con il termine silent confirmation si intende la conferma di una lettera di credito da parte di un istituto bancario o finanziario
esterno al credito in assenza di specifica richiesta/autorizzazione della banca emittente. Ricorrendo a tale strumento, il venditore si
garantisce contro il rischio insolvenza banca emittente e il rischio Paese, che vengono trasferiti direttamente all’operatore con cui
ha stipulato il contratto di silent confirmation. La silent confirmation potrebbe, inoltre, anche coprire il rischio di
contestazione sui documenti per riserve pretestuose sollevate dalla banca emittente.
Stand by letter of credit
Garanzia bancaria a prima domanda con la quale una banca (banca emittente) si impegna, per un periodo determinato ed
entro un importo massimo prestabilito, ad eseguire il pagamento in favore di un esportatore (beneficiario) a semplice richiesta
scritta di quest’ultimo, contenente l’attestazione che l’importatore (ordinante), non ha provveduto al regolare
pagamento delle obbligazioni contrattualmente pattuite. La lettera di credito stand-by, quindi, si differenzia da un normale
credito documentario, in quanto non è strumento di pagamento, ma uno strumento di garanzia ed ha la funzione di tutelare
l’esportatore contro il rischio di inadempienza della controparte; per questo motivo l’adempimento del beneficiario non è
finalizzato ad accertare la spedizione delle merci, ma il mancato pagamento del compratore. La Lettera di Credito Stand-by, in
realtà, può essere considerata uno strumento di pagamento sussidiario in quanto legato ad una forma di pagamento
tradizionale, che non offre adeguata tutela al venditore (bonifico bancario, rimessa diretta di assegno); essa, tuttavia, consente al
venditore di ottenere lo stesso grado di sicurezza offerto dal credito documentario, ma a fronte di costi inferiori, in quanto la
commissione di utilizzo è dovuta solo nell’ipotesi in cui la garanzia venga escussa. A seguito dell’apertura della lettera di credito
stand-by, i rapporti continuano a svolgersi direttamente tra compratore e venditore, con il ricorso ai tradizionali strumenti di
pagamento. Qualora alla scadenza il debitore non adempia alla propria obbligazione, il venditore/beneficiario attiverà la Stand
By, presentando la richiesta di escussione alla banca garante, accompagnata dai documenti richiesti che generalmente
consistono in una dichiarazione di mancato pagamento e nella fattura inevasa. Se, invece, il compratore paga regolarmente, la
stand by non verrà mai attivata e conseguentemente alla scadenza della garanzia, l’impegno si estinguerà naturalmente. La
caratteristica fondamentale della Lettera di Credito Stand-by risiede nella sua astrattezza: l’impegno della banca emittente,
infatti è assolutamente indipendente dalla validità giuridica del contratto commerciale stipulato tra esportatore ed importatore.
In sostanza, pur nascendo dal contratto commerciale, la Stand-by è un contratto a se stante e l’obbligo di pagamento della banca,
subordinato all’inadempimento del debitore/ordinante, è legato esclusivamente alla consegna da parte del creditore/beneficiario
di documenti conformi, secondo quanto prescritto nella stessa lettera di credito. L’uso della stand-by è particolarmente indicato
nelle transazioni commerciali aventi ad oggetto materie prime (c.d. commodities) o merci deperibili, a differenza del credito
documentario dove la determinazione nei documenti delle caratteristiche distintive del manufatto assume rilevanza ai fini
del pagamento. Alle lettere di credito Stand-by si applicano parzialmente le NUU (Norme ed Usi Uniformi) n. 500 del 1993,
come richiamato dall’art. 1, in quanto esse presentano il medesimo impianto normativo dei crediti documentari. Esiste,
inoltre, un ulteriore riferimento per le Stand-by, le ISP 98 (International Stand-by Practice), pubblicate dalla CCI su richiesta
delle banche americane, che riflette la prassi adottata da queste ultime in tali operazioni (Pubbl. n. 590). Tuttavia, essendo le NUU
50093 ampiamente consolidate in Europa, le ISP 98 sono poco conosciute e, quindi, non vi trovano alcuna applicazione.
Mentre con la lettera di credito la banca che l’ha emessa assume direttamente l’impegno di eseguire il pagamento, con la lettera di
credito stand by l’impegno di eseguire il pagamento (ad esempio, mediante bonifico) rimane a carico del compratore e la banca
paga al venditore solo se il venditore dichiara che il compratore è inadempiente, analogamente a quanto avviene per le garanzie bancarie.
La lettera di credito stand by (o stand by letter of credit), soggetta alle norme internazionali predisposte dalla Camera di Commercio
Internazionale (sempre da richiamarsi per iscritto nell’apposito testo stabilito tra le parti e sempre che esse risultino applicabili
nel Paese del beneficiario), è infatti non tanto uno strumento di pagamento, quanto piuttosto una particolare forma di credito
documentario avente funzione di garanzia del pagamento concordato tra il venditore ed il debitore – acquirente. In
sostanza, si tratta di una garanzia autonoma richiesta dal debitore alla propria banca e rilasciata dalla banca a favore del venditore
(beneficiario), con cui la banca si impegna adeseguire il pagamento di una determinata somma nel caso in cui il
debitore/ordinante risulti inadempiente all’obbligo di pagamento da effettuarsi con altri mezzi – normalmente non garantiti. La
lettera di credito stand by può essere utilizzata anche nel caso di forniture ripetitive ma non regolari, per coprire la massima
esposizione che in qualsivoglia momento il venditore beneficiario può avere nei confronti dell’acquirente ordinante.
La lettera di credito stand by semplifica la gestione dell’operazione perché solo in caso di inadempimento del
compratore all’obbligo di pagamento, il venditore potrà esigere l’importo del credito documentario contro presentazione dei
documenti convenuti precedentemente con il debitore (generalmente fattura e dichiarazione del venditore di inadempimento dell’acquirente) ed ottenere così il pagamento da
parte della banca. Star del credere Lo star del credere è rappresentata da una garanzia unilaterale di pagamento, vale dire un contratto (extra credito documentario)
con cui un soggetto, di solito una banca, si assume l’impegno a coprire il rischio insolvenza banca emittente e rischio paese. A
differenza della silent confirmation, la banca che emette la garanzia sotto forma di star del credere, sarà la stessa banca
designata che compare nella lettera di credito. Dopo aver attentamente valutato lo "standing" della banca emittente e la situazione del paese in cui essa opera, la banca
designata - proponendo al venditore lo star del credere - diventa di fatto la banca confermante seppur extra credito documentario.
Ricorrendo a tale strumento il beneficiario è garantito non solo contro il rischio insolvenza banca emittente e rischio paese, ma
anche contro il rischio tecnico del controllo documentale. La banca designata con il contratto dello star del credere si assume,
infatti, anche il rischio della verifica dei documenti, in quanto pagherà il beneficiario a presentazione di documenti conformi.
Straight Se un credito richiede la presentazione di un documento di trasporto multimodale “straight” (per es. “consigned to - named
entity)”), il documento non deve contenere indicazioni come “to order” o “to order of” che precede la “named entity”, o
l’espressione “or order” che segue la “named entity”. Se un documento di trasporto multimodale è emesso “to order” o
to order of the shipper” deve essere girato a cura dello shipper.
La girata può essere effettuata da una “named entity” per conto dello shipper (made for [or on behalf of] the shipper).
Titolo di credito negoziabile
Bill of Lading che si presta pertanto al trasferimento a terzi dei diritti dispositivi sulle merci attraverso la girata
Titolo esecutivo europeo Le decisioni giudiziarie, le transazioni giudiziarie e gli atti pubblici relativi a crediti noncontestati che rispettino determinati requisiti
possono circolare liberamente tra gli Stati comunitari (ad eccezione della Danimarca). Il titolo esecutivo europeo è infatti
riconosciuto nello Stato membro dove il creditore deve procedere all'esecuzione forzata senza che sia necessario alcun riesame o
certificazione della decisione originata in un altro Stato membro. Tale misura agevola in sostanza l’esecuzione nello
Stato del debitore delle decisioni favorevoli al creditore.
In base al Regolamento CE 44/2001, infatti tale giudice può essere quello scelto dalle parti nel contratto o, se manca tale
individuazione, quello del luogo in cui la prestazione deve essere eseguita, o ancora il giudice del luogo in cui ha domicilio il
convenuto in giudizio. In mancanza di indicazione espressa del luogo in cui la prestazione di pagamento deve essere adempiuta
(se presso il domicilio del creditore o quello del debitore), tale individuazione sarà compiuta dal giudice adito tenendo conto
della legge applicabile al rapporto. Per evitare ogni incertezza in merito, è dunque sempre consigliabile indicare in contratto, oltre
alla legge applicabile, anche il giudice (o l’arbitro) competente e, con specifico riferimento ai pagamenti internazionali, indicare il
Paese in cui deve avvenire il pagamento.
Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti
non contestati applicabile dal 21 ottobre 2005
Titolo frazionabile 
Su richiesta dello shipper, è possibile “frazionare” la polizza di carico in tanti ordini di consegna (delivery orders), a seconda di quanti saranno i destinatari della merce.
Titolo rappresentativo delle merci
Titolo che consente al suo legittimo possessore il ritiro delle merci a destino su presentazione dell'originale del titolo stesso
Top Speed 55,80 km/h consente di viaggiare fra la Cina e la California in soli 4 giorni
Trasbordo Una Bill of Lading indicante che il trasbordo sarà o potrà aver luogo è accettabile anche se il credito proibisce i trasbordi a patto
che la merce viaggi in un container, trailer or LASH (Lighter Aboard SHip) barge, come indicato nella Bill of Lading (una
clausola nella B/L attestante che il carrier si riserva il diritto di trasbordare non sarà presa in considerazione).
Trasporto multimodale La diffusione del trasporto multimodale avviene con l’introduzione dei containers avvenuta negli Stati Uniti negli anni
50. Eseguendo, infatti, un trasporto “door to door” a mezzo di containers (o di altra unità di carico) si realizza un trasporto
multimodale. Nel 1980 fu approvata la Convenzione delle Nazioni Unite sul trasporto multimodale internazionale, che, però, non è
entrata in vigore in quanto non si è ancora raggiunto il previsto numero minimo di ratifiche da parte degli Stati.
In tale attesa l'UNCTAD e la Camera di Commercio Internazionale (ICC) hanno elaborato un insieme di norme di natura negoziale,
valide cioè solo se sottoscritte dalle parti, destinate ad essere introdotte nei singoli contratti di trasporto multimodale: le
UNCTAD/ICC Rules for Multimodal Transport Documents”.
Trust receipt Il trust receipt consente all’acquirente di prendere in consegna i beni ma la banca che finanzia l’operazione
mantiene la proprietà degli stessi; pertanto, l’acquirente si impegna a detenerli per
tutta la durata del finanziamento UCP 600 ICC Le UCP 600 ICC dedicano alla Bill of Lading l’art. 20. Una Bill of
Lading, comunque denominata, deve: riportare il nome del carrier ed essere firmata “by the carrier or a named agent for or
on behalf of the carrier, or the master or a named agent for or on behalf of the master.“ Qualsiasi firma del carrier, del master o
dell’agente deve essere identificata come tale. Se firma un agente, è necessario indicare se l’agente firma per conto del
carrier o per conto del master; indicare che “the goods have been shipped on board a named vessel at the port of loading stated in
the credit”, a mezzo di una indicazione prestampata o una “onboard notation” che riporti la data in cui la merce è stata
shipped on board”; indicare la spedizione dal porto di partenza al porto di destinazione indicati nel credito essere costituito da un
documento di trasporto in un unico originale o, se emesso in più originali, dal set completo, come riportato nel documento di
trasporto; indicare i termini e le condizioni del trasporto o far riferimento a una fonte esterna che faccia riferimento a tali
termini e condizioni (il contenuto dei termini e delle condizioni non dovrà essere esaminato dalle banche).

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